INSPIRA, ESPIRA, UCCIDI di Karsten Dusse

Soltanto un uomo che non fa ciò che non vuole fare è veramente libero.

Trama

E se qualcuno applicasse alla lettera i princìpi della mindfulness per liberarsi dei propri problemi, facendoli fuori uno a uno (non solo in senso metaforico)? È quello che succede a Björn, avvocato in carriera dalla clientela molto esigente, quando la moglie lo spedisce a fare un corso di mindfulness minacciando di divorziare e di allontanarlo dalla figlioletta. A meno che non impari a conciliare famiglia e lavoro. Ma non è semplice applicare quei sani princìpi quando il tuo maggiore cliente è un mafioso narcotrafficante, che per sfuggire alla polizia si nasconde nel tuo bagagliaio durante una gita con tua figlia. Per impedire al lavoro di entrare nella sfera privata, Björn ha un’unica scelta: lasciare il “lavoro” nel bagagliaio sotto al sole, con conseguenze letali ma salvifiche. Finché la scomparsa del boss lo obbliga a prendere in mano la gestione dei suoi loschi affari e… sostituirlo!

Inspira, espira, uccidi è la storia di un omicidio deliberato ma non premeditato, un’inaspettata fusione tra una guida di mindfulness e un poliziesco, e soprattutto un originale romanzo di intrattenimento.


Recensione

Conquistare la serenità, conciliare vita privata e i sempre più pressanti impegni di lavoro, gestire lo stress, acquisire la completa padronanza di sé. Chi non vorrebbe raggiungere questo obiettivo e riuscire a dedicare più tempo a se stesso e a chi gli sta accanto?

Certamente non Bjorn, avvocato in attesa di successo, con il sogno di diventare finalmente socio dello studio per il quale lavora e che si trova, invece,  a lavorare con un unico e ingombrante cliente, dal passato poco chiaro e dal presente altrettanto dubbio. Bjorn è schiavo del suo lavoro, che gli porta via tutto il suo tempo, a discapito della moglie Katharina e della figlioletta Emily. Ed è  sempre più coinvolto nei loschi traffici del suo cliente al quale è decisamente complicato dire di no.

Ed ecco che la mindfulness si affaccia nella sua vita. Una filosofia che pretende di risolvere tutti i suoi problemi esistenziali, di affrancarlo dal lavoro e concedergli una visione consapevole e non critica di se stesso e della realtà, riuscendo nel controllo delle proprie emozioni e dei pensieri negativi.

Tutto bene, direte voi. Un problema, una possibile soluzione.

Eh no!, rispondo io. Perché la mindfulness, se presa alla lettera e senza un filtro critico, potrebbe condurre proprio dove ha condotto Bjorn….. in luoghi non esattamente confortevoli….

Il nuovo Bjorn, riveduto e corretto dopo ogni incontro con il suo terapeuta,  risulterà consapevole, scevro dai condizionamenti esterni, positivo, estremamente abile nell’applicare la filosofia del “qui e ora”. Concretamente indirizzato a cogliere la meraviglia della vita, se vissuta con la giusta consapevolezza e con l’obiettivo di viverla pienamente.

Purtroppo, con un imbarazzante  eccesso di zelo,  il nostro consapevole eroe non disdegnerà di colpire chi o cosa gli impedisce di raggiungere il benessere. E qui iniziano i guai!

Definire questa chicca un thriller non renderebbe giustizia al meraviglioso lavoro di Karsten Dusse, che lancia ironia e sottile sarcarmo alle stelle, nel tratteggiare i disastri che si compiono quando prendiamo le cose alla lettera.

Così, per non inquinare la sua isola temporale con la piccola Emily, per evitare accuse e gogne varie, per cogliere a pieno la potenza del presente e la sacralità del vincolo familiare, Bjorn spargerà sangue a destra e a manca, pensando di essere nel giusto nel seguire pedissequamente i consigli del suo terapeuta.

Angoli delle labbra all’insù e piacere di lettura al massimo, nel seguire le vicende di Bjorn, che subisce un tremendo effetto domino nel tentativo di risolvere i problemi che gli si parano davanti, non ultimi quelli con la giustizia.

Un’esperienza di lettura altamente originale, brillante, deliziosamente divertente è ciò che si coglie da questo libro, che l’autore conduce con grande dimestichezza e sicuramente divertendosi egli stesso per le sue esilaranti trovate. Si sorride tanto, in questo romanzo e ci si delizia della genialità del suo autore, che confeziona un manuale di istruzioni per vivere in perfetta armonia con noi stessi e liberi da qualsiasi giudizio.

Istruzioni da filtrare bene prima dell’uso, mi raccomando!

L’autore

Karsten Dusse è un avvocato e autore di format televisivi di grande successo. Inspira, espira, uccidi è il suo romanzo d’esordio, il primo di una serie di thriller che hanno scalato la Top Ten dello Spiegel e non ne sono mai usciti da due anni a questa parte. La storia del cinico eppure ingenuo avvocato Björn Diemel, che diventa un vero e proprio criminale grazie alla mindfulness, ha conquistato milioni di lettori in 13 Paesi e sarà presto un film.


  • Casa Editrice: Giunti Editore
  • Traduzione: Rachele Salerno
  • Pagine: 390

LA MAMMA SI E’ ADDORMENTATA di Romy Hausmann

Nel bosco la notte è senza contorni, non posso più correre, solo procedere passo dopo passo, con le braccia tese in avanti. E’ come se mi avessero bendato gli occhi per poi farmi girare due volte su me stessa. Avanzo a tentoni tra gli ostacoli, da un tronco d’albero all’altro. Sotto i miei piedi sento i ramoscelli spezzati e le foglie scricchiolare; nelle orecchie il sangue sta scrosciando come l’acqua in uno scarico.

Trama

Era solo una ragazzina di quindici anni quando è stata condannata per un crimine atroce, di cui si è sempre dichiarata innocente. Adesso Nadja è una donna adulta e ha ormai scontato la sua pena. Non chiede altro che una vita normale, e quel lavoro anonimo come assistente in uno studio di avvocati sembra l’unico modo per tenere a bada gli incubi e il panico che la assale all’improvviso. Un’esistenza grigia e ripetitiva che però la fa sentire protetta. Ma un giorno, inaspettatamente, la morte rientra di nuovo nella sua vita. Laura, la moglie del suo capo, l’unica persona che le abbia mai dimostrato amicizia, ha commesso un tragico errore, un errore che è finito nel sangue. Adesso potrebbe perdere tutto: suo marito, sua figlia, le sue sicurezze. Nadja sa bene che cosa significhi. Ma sa anche che aiutarla la renderebbe sua complice. Mentre si dirige nei boschi dello Spreewald con un carico inquietante nel bagagliaio della macchina, non può certo immaginare che quel luogo popolato di oscure leggende diventerà teatro di una caccia spietata. Qualcuno sta cercando di trascinarla in un gioco perverso e Nadja capirà ben presto che il suo passato sanguinoso potrebbe fare di lei la vittima perfetta. O l’assassina perfetta. Chi si è macchiato di una colpa potrà mai essere libero? Ancora una volta Romy Hausmann ci regala un thriller che porta alla luce i lati più insidiosi della psiche umana.


Recensione

Due racconti in parallelo, che sembrano non incontrarsi mai. Due storie maledette, che non sembrano essere capaci di deviare verso un lieto fine.

Una passione insana, travolgente, ossessionante. Alla quale lei, Nelly, non sa sottrarsi, e che per lui, Paul,  è come la tela di un ragno, tessuta con malcelata innocenza ma pronta a chiudersi sulla preda.

E un disagio che affiora sempre più evidente, tra le pareti di un appartamento sporco e senza luce. Una madre distratta  e una bimba, Nadja, che tenta di sopire, di celare, senza riuscirci, tutte le sue mancanze. Per amore del fratellino. Per salvarlo e per salvarsi.

Un avvocato di successo sarà l’anello che metterà in relazione i due scenari, attraverso una storia nera come la notte, in cui l’inganno e la mistificazione giocano il ruolo principale.

Il risultato è un thriller che tiene il lettore costantemente sulla corda. Che porta la tensione al parossismo per stemperarla, subito dopo, attraverso un cambio di scena repentino. Un balzo tra uno scenario e l’altro. Tra due storie in cui crudeltà e cinismo corrono sul filo del rasoio.

La legge, per mezzo dei suoi tutori, appare come una creatura camaleontica e viscida. La legge si presta ad adattarsi agli scopi dell’uomo. Sa tutti dei suoi vizi. Sa come aggirare la colpa e come assolvere.

Ma siamo proprio sicuri che l’arguzia dell’uomo e il suo deplorevole doppiogioco siano in grado di deviare il corso della giustizia? Siamo proprio sicuri che chi ci appare debole e vulnerabile sia destinato a soccombere?

“La mamma si è addormentata” è un romanzo che serba molte sorprese. E che soggiace, in ultima istanza, alla convinzione che il bene debba sempre prevalere sul male.

In un continuo cambio di scena e attraverso alterne vicende al cardiopalma, Romy Hausmann mostra al mondo il suo talento narrativo. Le sue atmosfere, i suoi personaggi, il gioco delle apparenze che sa creare senza sforzo, sono calamite per il lettore, che sarà ammaliato dal susseguirsi ossessivo delle vicende.

La scrittura di Romy Hausmann è brillante, suadente e ipnotica. L’impianto narrativo che costruisce è un capolavoro di perfezione in cui si alternano i due piani narrativi e le lettere che Nadja, ormai adulta, scrive al fratello, nel tentativo di spiegargli cosa successe la notte che la loro madre si addormentò nel sonno irrevocabile della morte.

L’innocenza perduta, la voglia di riscatto da un lato. Il desiderio di essere amato, la follia che ci fa credere di poter deviare i corso degli eventi, l’impossibilità di ottenere un processo giusto,  dall’altro.

La Hausmann è bravissima a farsi interprete delle pulsioni umane, spesso innocue ma talvolta, invece, talmente avverse da creare fratture insaldabili.

Una storia distorta, cattiva, che mostra al lettore il nero che può celarsi dietro alle apparenze. Una storia nera, in cui non si salva nessuno. Nessuno, quando, forse, sarebbe bastato così poco per correggere il corso degli eventi. Ma l’uomo è così. Codardo, insincero, avido. E soccombe, alla sua codardia, alla sua falsità, alla sua avidità. Una storia che soppesa il passato e decide che è enorme, ingombrante, incancellabile.

Difficile sottrarsi ad un destino segnato. Facile farsi abbacinare dalle illusioni. Meraviglioso perdersi nel labirinto creato da una penna illuminata, in cui soccombere, in cui rassegnarsi e perdersi.


L’autrice

Romy Hausmann (1981) ha lavorato come caporedattrice di una casa di produzione televisiva a Monaco e poi come libera professionista per la tv. Vive con la sua famiglia in un cottage nei boschi vicino a Stoccarda. Il suo romanzo d’esordio, La mia prediletta (Giunti 2020), è stato un grande bestseller internazionale, rimasto per mesi al 1° posto della classifica dello Spiegel e opzionato per un film di prossima uscita. Un successo confermato dal suo secondo thriller La mamma si è addormentata. I libri di Romy Hausmann sono tradotti in 24 Paesi.


  • Casa Editrice: Giunti Editore
  • Traduzione: Alida Daniele
  • Genere: thriller
  • Pagine: 346