LE MINIERE DI FALUN di E.T.A.Hoffman

Se lo spaventoso anfratto appariva terrificante alla luce del giorno, ora, che era notte, il disco della luna risplendeva e si poteva vedere la roccia deserta, la vista era raccapricciante, sembrava che una incalcolabile frotta di mostri orrendi, i terribili obbrobri dell’inferno, scavasse e rotolasse sul suolo fumante e saltasse fuori con occhi fiammeggiati, sguainando gli artigli giganteschi verso gli uomini.

Trama

Ispirato da una vicenda riportata in alcune cronache svedesi del XVII secolo, E.T.A. Hoffmann scrive il racconto Le miniere di Falun (Die Bergwerke zu Falun) nel dicembre del 1815 e lo pubblica all’interno della raccolta Die Serapions Brüder (I confratelli di Serapione, 1819-1821).

Tornato a Göteborg da un lungo viaggio, il giovane marinaio delle Indie orientali Elis Fröbom viene a sapere della morte della madre, ultima superstite della famiglia Fröbom.

Rimasto solo e abbandonato al mondo, egli decide di seguire il consiglio di un misterioso anziano minatore: abbandonare per sempre la vita di mare e dirigersi a Falun per dedicarsi al lavoro in miniera. Qui viene accolto dall’imprenditore minerario Pehrson Dahlsjö e da sua figlia Ulla.

Per Elis comincia una vita nuova, felice e serena, finché non sarà costretto ad affrontare i propri demoni, le insidie delle spettrali miniere di Falun .

Recensione

Questa tenebrosa novella consente a chi la legge di entrare in un mondo oscuro e fatato, tipico delle opere di Ernst Theodor Amadeus Hoffman, importante esponente del romanticismo tedesco, abile compositore ma anche autore di numerose opere, famose per la capacità di evocare atmosfere spettrali e fantastiche e per i personaggi, dai tratti psicologici oscuri.

Non è da meno, infatti, anche Elis Frobom, giovane marinaio che, rimasto solo al mondo, privato dagli affetti e abbandonato ai capricci della vita, finisce per essere attratto verso le miniere di Falun, luogo sordido e misterioso, voragine aperta su un mondo sommerso  che abbacina e al tempo stesso confonde il giovane.

Elis, giunto a Falun, soggiace immediatamente al fascino tenebroso degli abissi sotterranei, incalzato da una figura misteriosa e ammaliato dalle grazie dell’affascinante  quanto inafferrabile Ulla, creatura virginale e eterea.

La figura misteriosa, Torbern, si dimostrerà ben più di una guida per Elis. Sarà un personaggio cruciale, che attirerà il protagonista verso il suo destino.

Un finale tragico, che si accosta ad un mistero terrificante e un epilogo degno di una favola d’amore, a dimostrare che l’uomo tende inutilmente a ricercare il sogno nella sua realtà più dura, per ammansirla e per piegare un destino avverso. L’Uomo ha in sé più di un mistero inspiegabile, oltre che ad una propensione verso il mistico che non sempre può essere manovrata dal raziocinio.

Così Elis si immolerà alla miniera e alle sue affascinanti profondità ma sarà al tempo stesso consacrato all’amore più puro.

Una novella breve che colpisce il lettore per le atmosfere gotiche e per l’idea dell’invincibilità del nostro destino, che ci conduce dove vuole,senza che la nostra coscienza possa opporsi.

  • Casa Editrice: 13Lab Milano
  • Traduzione: Daniele Cassis
  • Genere: racconto
  • Pagine: 108

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