Rubrica RECENSIONI A COPPIE: “Bambino 44” e “L’amore ai tempi della neve”.

A un tratto tutta la stanchezza era scomparsa, e non grazie a qualche droga. La rabbia e l’adrenalina gli scorrevano nel sangue. La mano era ferma. Chiuse un occhio e prese la mira con attenzione. A quella distanza non lo avrebbe mancato. Se sparava ora, la bambina sarebbe sopravvissuta, non ci sarebbero stati omicidi. Senza pensarci , la parola gli era venuta in mente: omicidi.

Trama di “Bambino 44” di Tom Rob Smith

GENNAIO 1933 Nel gelo che non dà tregua a un popolo già stremato, due bambini si allontanano da casa in cerca di cibo. Un uomo si avvicina nella neve brandendo un bastone.

FEBBRAIO 1953 Due fratellini giocano a palle di neve. Poche ore dopo, uno giace cadavere straziato sui binari della ferrovia moscovita. La polizia segreta, che vigila sul funzionamento di uno Stato che si pretende perfetto, in cui il crimine non deve esistere, incarica l’ex eroe di guerra Leo Demidov di liquidare il caso come un incidente. Quando un altro bambino viene trovato morto, però, il funzionario modello Demidov mette in dubbio l’efficienza del Sistema e inizia a scavarsi la fossa con le proprie mani. Spiato, umiliato, esiliato, Leo verrà privato di tutto, indotto a diffidare perfino della moglie, la sua meravigliosa Raisa, ma riuscirà a recuperare la propria libertà interiore. Trasformato da predatore in preda, infatti, continuerà ugualmente la sua spasmodica caccia all’assassino, fino al momento che sconvolgerà per sempre la sua esistenza. Ispirato alla realtà storica, un romanzo che unisce alla potenza narrativa l’inquietante ritratto di un regime di terrore. Child 44 è un bestseller internazionale che ha venduto più di due milioni di copie nel mondo.

Trama di “L’amore ai tempi della neve” di Simon Montefiore.

Mosca 1945: mentre Stalin si appresta a festeggiare la vittoria sui nazisti insieme ai suoi più stretti collaboratori, poco distante risuonano due spari. Un ragazzo e una ragazza vengono trovati morti su un ponte: non sono persone qualsiasi, bensì appartengono a due delle famiglie più influenti e più vicine a Stalin e frequentano entrambi il collegio più esclusivo dove studia tutta la nuova élite politica e intellettuale dell’Unione Sovietica. Si tratta di un omicidio? Di un doppio suicidio? Di una cospirazione contro lo Stato? Le indagini si svolgono sotto il diretto controllo di Stalin, che fa interrogare i compagni di scuola costringendoli a testimoniare contro i loro amici, i loro fratelli e i loro stessi genitori, in una terribile caccia alle streghe che porta alla luce amori illeciti e segreti famigliari e in cui il più piccolo sbaglio può significare una condanna a morte…

Reensione a coppie

Per la rubrica Recensioni a coppie oggi parliamo di due romanzi entrambi ambientati in Russia ai tempi di Stalin. L’ambientazione storica e geografica ci offre, immediatamente, il quadro di ciò che dobbiamo aspettarci. Il periodo staliniano è un momento cruciale per la storia moderna della Russia. Si può parlare di dittatura del pensiero, dato che lo Stato perpetra un controllo ai limiti della follia sulla mente del cittadino. La repressione è ai massimi livelli e le punizioni sono esemplari e terribili. Niente e nessuno può deviare dal percorso che lo Stato ha segnato per tutti; anche il più insignificante segnale può significare essere denunciato come nemico dello Stato, con conseguenze inimmaginabili. E nessuno è al riparo, perché chiunque, un giorno, può denunciarti e tu non avrai alcuna possibilità di difenderti e con tutta probabilità confesserai il falso, per evitare la tortura. Una orribile guerra di tutti contro tutti in cui non vince nessuno. E dall’altro lato della barricata una Stato che sa di essere fallace e ingiusto, ma che si trova nella condizione di doverlo negare, a qualsiasi costo. Uno stato che perpetra la menzogna e millanta una perfezione che è lungi da possedere.

Oltre il quadro storico, c’è quello geografico, di ben più ampio fascino. Gli interminabili inverni russi, bianchissimi di neve e straziati da gelo. I cieli viola, sotto un sole che perde in partenza la battaglia contro il ghiaccio. Il fiato che sbuffa vapore, le case mal-riscaldate, la rassegnazione dell’uomo di fronte alla natura, potente, assoluta, credule e meravigliosa al tempo stesso.

Insomma, il materiale per portare l’attenzione alle stelle c’è!

Aggiungo che entrambi i romanzi sono dei thriller perfettamente congegnati, che affiancano alla complessa ricerca del colpevole le notevoli difficoltà legate al regime staliniano, regime che impone di procedere nelle indagini con estrema cautela e circospezione. Ma al di là della complessità della trama, entrambi i romanzi brillano per la luce che gettano sul periodo storico e sulle sensazioni e sui sentimenti dei protagonisti. Vi leggiamo l’impotenza dell’individuo davanti alla macchina dello Stato e la sua tenacia e il suo coraggio nel voler rivendicare il diritto alla verità. Per noi che siamo cresciuti nella certezza di avere diritto al vero e al giusto, la lettura di questi due romanzi smuoverà qualcosa nel profondo. Che sia incredulità, che sia disgusto, che sia dolore, indignazione, solidarietà e cosa altro vogliate. Qualsiasi cosa sia è in ogni caso legittima, se anche solo per un attimo ci fa riflettere sui significati della parola libertà.

Bambino 44 è incentrato sulla figura del protagonista, Leo Demidov, spietato membro del MGB, con un passato di morte e di prevaricazione alle spalle. Nel romanzo Leo compie un percorso di consapevolezza e di crescita interiore. Di fronte alla morte di alcuni bambini, che lo Stato vuol far passare come incidenti e alle accuse mosse ingiustamente verso la moglie Raisa accusata dalla Stato di tradimento, Leo prenderà a poco a poco le distanze dal suo passato e intraprenderà un percorso di redenzione, che lo porterà a sperimentare la crudele perversione di potersi salvare solo a patto di denunciare chi ami e a subire l’umiliazione del confino.

Il romanzo è proprio la storia di questo percorso personale, che si concretizzerà nella volontà di trovare l’assassino dei bambini, un mezzo per contestare il regime e per prendere le distanze dal suo passato.

In L’amore ai tempi della neve, pur essendoci delle morti su cui far luce, ci sono delle storie familiari sulle quali troneggia l’alone della dittatura staliniana. La figura di Stalin è descritta in tutta la sua crudeltà, come anche quella dei suoi più stretti collaboratori. Il clima di terrore verrà fagocitato attraverso un meccanismo crudele e inumano, quello di colpire i genitori attraverso i figli. I figli, imprigionati e i genitori, pedine sotto scacco e in balia dei loro sentimenti. L’amore muove i suoi fili ed è paradossalmente portatore di morte, Ma all’amore non si può rinunciare e neanche lo si può sopire, neanche con lo spauracchio del dolore e della vergogna. I personaggi di questo romanzo lo impareranno a loro spese, ognuno con la storia. Ma l’amore non ne uscirà sconfitto, mentre la macchina statale, grondante sangue e menzogne, fallirà malamente per aver trasformato un innocente sogno di gioventù in un gioco al massacro.

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