Rubrica RECENSIONI A COPPIE; Due capolavori di Edith Wharton: L’ETA’ DELL’INNOCENZA e ETHAN FROME

“Avevi ragione: non sarei dovuto venire oggi”, disse, abbassando la voce perchè il cocchiere non potesse udire. Ellen si chinò in avanti, come per dire qualcosa; ma Newland aveva già gridato all’uomo di proseguire e la carrozza si rimise in moto mentre egli stava fermo all’angolo della strada. Non nevicava più e si era levato un vento tagliente che gli frustava il viso mentre continuava a guardare la carrozza che si allontanava. Sentì qualcosa di rigido e freddo sulle ciglia e si accorse che aveva pianto e che il vento aveva gelato le sue lacrime.

Trama di “L’età dell’innocenza”

Rilanciato dal successo del film con Michelle Pfeiffer e Daniel Day Lewis, L’età dell’innocenza è un mirabile affresco della borghesia newyorchese di fine Ottocento, contro il cui ottuso moralismo Edith Wharton si scaglia coraggiosamente difendendo l’autenticità di un amore sincero. La storia sentimentale tra Newland Archer, brillante avvocato dell’aristocrazia cittadina, e la contessa Ellen Olenska, cui inflessibili convenzioni impediscono di divorziare dal marito, è lo specchio di una società che l’autrice conosce e contesta profondamente. Una società ipocrita e perbenista, in cui pregiudizi atavici, tradizionalismi ormai svuotati di significato, princìpi ingiusti e falsamente morali impongono precise regole comportamentali, che cozzano contro il desiderio di affermazione del singolo. Contro tutto questo lotta con ammirevole tenacia la protagonista del romanzo, che tenta di difendere fino alla fine il suo amore e la sua libertà di scelta, cui si oppone la consapevolezza, che porterà Archer alla rinuncia finale, dei suoi doveri sociali.

Trama di “Ethan Frome”

Fin dalla sua apparizione, nel 1911, questo romanzo si propone come una sorta di ordigno narrativo affascinante e perturbante. Racconta la vicenda che lega tra loro Ethan Frome, Zeena, sua moglie, e Mattie, cugina di lei, della quale Ethan si innamora. Sembra che questo nuovo legame possa essere l’inizio di una fase di cambiamento, la fuga per Ethan dalla prigione domestica. Le cose però vanno diversamente. Con maestria inventiva la Warthon riserva ai tre personaggi un destino al contempo tragico e grottesco. Un libro nel quale la narrazione è lo strumento che permette di sciogliere il nodo, all’apparenza inestricabile, dei legami tra gli esseri umani.

Recensioni in coppia

Ho scelto di parlare di questi due bellissimi romanzi nello stesso articolo, inaugurando una rubrica che ho deciso di chiamare, appunto, “recensioni a coppie”. Vi inserirò la recensione di due romanzi che per qualche motivo sono legati.

Per questi due romanzi il legame è abbastanza ovvio, dato che sono opere della stessa brillante autrice. Ma c’è dell’altro. Essi sono entrambi romanzi che parlano d’amore e di rinuncia, della sofferta ricerca di una felicità che sappiamo impossibile e tuttavia irrinunciabile.
Nelle loro pagine si legge dell’eterna lotta tra desiderio e convenzioni sociali, queste ultime viste come perenne ostacolo alla realizzazione personale e alla felicità.
In essi l’uomo deve chinare il capo a queste ultime, come a voler sottolineare la condizione di prigionia dell’animo umano, chiuso tra le sbarre dorate di una società intransigente.

L’Età dell’innocenza, probabilmente il più famoso dei due, fama dovuta in parte anche alla bellissima trasposizione cinematografica di martin Scorsese del 1993, fu pubblicato nel 1920 e valse all’autrice l’assegnazione del premio Pulitzer.

Newland é fidanzato con May, ragazza semplice e mite. Durante il fidanzamento conosce Ellen, cugina di May, donna dal passato doloroso e dall’animo sensibile, la cui schiettezza non é ben accetta dalla rigida e formale società del tempo.
Proprio grazie a queste qualità, Newland inizia a provate un sentimento sempre più forte per Ellen, che ella ricambia.
Pur amandosi profondamente, i due non sapranno rompere gli schemi che li legano alle rispettive famiglie e vivranno gli anni a venire consacrandoli alla rinuncia dell’amore.

I personaggi magistralmente descritti, nelle azioni così come nella loro psicologia e la vivida descrizione della società newyorkese ne hanno fatto un’opera profonda e toccante, densa di romanticismo ma anche di passione e di dolore.

Il romanzo è dunque incentrato sulla storia di un amore impossibile. Un amore assoluto e struggente che meriterebbe di essere coronato anche a costo di uno scandalo, tanto è potente. Ma che piega la testa sotto la forza delle convenzioni, che seppur inique e profondamente ingiuste, sono pesanti zavorre capaci di trascinano a fondo il sogno di vedere quell’amore realizzato.

In una società dove l’onore della donna conta più di ogni altra cosa e dove la sua reputazione ha una connotazione alquanto labile, che poggia esclusivamente sulle fragili fondamenta delle apparenze, May Welland può esercitare la sua piccola tirannia grazie al suo ruolo di moglie che sa celare pensieri, infelicità, incertezze sotto un cappellino alla moda o all’ombra delle proprie pudiche ciglia.

Ellen Olenska, invece, dovrà lottare per riprendere il suo posto in società, dopo un matrimonio naufragato. La sua immagine, orrendamente straziata da un’onta inaccettabile, non potrebbe sopportare l’ulteriore disonore di una relazione clandestina.

May e Ellen giocano ruoli diversi e diametralmente opposti in questo romanzo. L’una costretta a non vedere l’infelicità che sta incombendo sul suo matrimonio perfetto. L’altra che dovrà soffocare le urla del suo cuore per proteggere se stessa e l’uomo che ama. Ma sono entrambe vittime dell’ipocrisia su cui si fonda la società newyorkese di fine 800, della quale finisce succube anche Newland, pur anelando ad ideali di libertà e di sincerità.

Eppure in Ellen Olenka è lampante il clangore della ribellione. Una ribellione che è muta e che veste i panni della rinuncia, perchè diventare l’amante dell’uomo che ama significherebbe relegare l’amore che la lega a Newland al rango di un banale e squallido tradimento.

 In Ethan Frome viene riproposto il tema della rinuncia alla realizzazione dell’amore.
E’ un romanzo breve e struggente da leggere in un soffio che ci offre una scrittura semplice in cui traspare la rassegnazione ad una esistenza priva di ardore e di pienezza, ma che ci regala anche la poesia di un amore struggente e senza futuro.

Ethan Frome vive una vita senza gioia nella sua fattoria del New England, insieme alla moglie Zeena, donna fredda e ipocondriaca che lo tiranneggia. E quando la bella e giovane cugina di lei, Mattie Silver, arriva in casa per aiutarli, Ethan rimane affascinato dalla sua allegria e dalla spensierata gioventù, emblemi di una vita diversa e più felice. Poichè anche Mattie sembra attratta dalla silenziosa serietà dell’uomo, Zeena decide di mandare via la ragazza. Ethan è combattuto fra il desiderio di fuggire con lei, per allontanarsi da quella vita vuota e senza senso, e il timore di venir meno al proprio dovere e sfidare le rigide convenzioni sociali. Ma l’ultimo giorno, in un gioco disperato, i due innamorati prenderanno la decisione che muterà per sempre, tragicamente, i destini di tutti e tre. Un racconto avvincente e spietato, in cui la speranza sembra fiorire solo per venir crudelmente tradita dalla cieca brutalità del caso.

L’epilogo è forse un monito o forse una morale, che pare voler dire alla felicità che non sia superba e che non sia spavalda. La felicità può accecare lo sguardo degli uomini e offuscare il loro pensiero razionale. E il cuore, che altro non è che il simbolo del desiderio di essere felici, è un traditore. Uno specchio lucente che ottenebra il pensiero. Un lago limpido dove veder aleggiare la colpa di aver ricercato la felicità dove non poteva stare.

E anche dove è la morte l’ultima spiaggia, non si canti vittoria. Perchè a volte anche la morte ci sfugge per tradirci e relegarci per sempre nel dolore e nel rimpianto. Come a volerci ricordare la condizione di costante infelicità a cui è condannato l’uomo e chi di questo destino osa farne beffe. Ma forse un solo istante di estasi può valere un’intera vita di dolore e di colpa. E questo è forse vero sia per Ethan che per Ellen e Newland, che vivranno nel ricordo di quell’attimo fugace di estati perfetta.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...