GIOVENTU’ di Tove Ditlevsen

Ci rifletto per qualche giorno, e sono contenta che mi si legga in faccia che non sono una come le altre. Non sono trascorsi molti anni da quando ci soffrivo. Rimugino anche sul mio fidanzato e giungo alla conclusione che non abbia la stoffa per essere il compagno di vita di una ragazza che punta a entrare in cerchie più alte. Ma non me la sento di troncare. Mi fa pena, questo Aksel, che continua a trattarmi con galanteria, gentilezza e rispetto.


Trama

Dopo Infanzia, il secondo capitolo della trilogia di Copenaghen, grande classico della letteratura danese oggi riscoperto e acclamato a livello internazionale.

La piccola Tove è cresciuta in fretta: costretta ad abbandonare la scuola molto presto, a quattordici anni compie i primi passi nel mondo del lavoro. Indossato il vestito buono e infilato il grembiule in cartella, di prima mattina si presenta a casa della signora Olfertsen, che l’ha assunta come domestica. Durerà soltanto un giorno, e sarà la prima di una serie di esperienze mortificanti. Lasciata l’abitazione dei genitori, la ragazza si sistema in una stanzetta fatiscente; la notte dorme col cappotto addosso e deve sottostare a una padrona di casa nazista, ma quei pochi metri quadrati sono solo suoi. Insieme all’emancipazione arrivano nuove amicizie, vita notturna, e la scoperta degli uomini, con cui vive degli incontri maldestri e mai veramente desiderati. Lei ha fame d’altro: di poesia, di amore, di vita vera. Mentre l’Europa scivola nella guerra Tove, determinata nel perseguire la sua vocazione poetica, va per la sua strada, lungo il difficile cammino verso l’indipendenza. Uno sguardo sempre più affilato, una personalità sempre più definita: costantemente in bilico tra una libertà appena conquistata e lo spaesamento che questa comporta, comincia a delinearsi il tipo di adulta che diventerà.

Gioventù è il ritratto straordinariamente onesto e coinvolgente di una fase cruciale della vita, e Tove Ditlevsen, ancora una volta, ha un grande merito: nel raccontarci di sé ci rivela qualcosa su tutti noi.


Recensione

Tove è una creatura insolita. Dotata di un forte spirito critico, con in testa dei sogni fuori dal suo tempo e dal suo spazio. Pragmatica, trasparente, insolente. Una creatura che stenta a trovare il suo posto in una società bigotta e patriarcale, dove la Storia recente è il contorno di un racconto che è assolutamente e fortemente declinato al singolare.

Questa è la sua biografia, che riparte dall’età giovanile. Una Tove quattordicenne, del tutto ignara del mondo reale, gettata in pasto ai lavori più disparati. Uno scontro, che la porta ad osservare gli altri e ad osservarsi. Quel corpo acerbo, che rifugge le forme femminili. Un corpo che non desta interesse nell’altro sesso. Un interesse che una ragazza sembra debba invece suscitare, a costo di sopportare atteggiamenti lascivi ed ambigui da parte degli uomini. Perché così va il mondo e Tove non vi si oppone. Cerca di cavalcare quell’onda sconosciuta per ottenere visibilità. Quasi per affermare di esistere, in quel modo scomodo e insulso che appartiene alla visione comune della donna.

E intanto, intorno a lei, la sua famiglia, sempre più stramba. Una madre distante e fredda. Un padre che non conta niente e che a stento si tiene un lavoro. Un fratello che è uscito di casa e non accenna a tornare. E i parenti, un nucleo incomprensibile di persone quasi sconosciute a Tove per le quale lei non sente alcun trasporto.

Tove ha un senso del pudore distorto per l’epoca. Sa che senza un uomo la donna non ha una vita facile. Sa che un uomo le servirà, un giorno, perché questo è ciò che tutti si aspettano da lei. Vive la sua verginità come un peso e cerca di perderla quanto prima. Non importa con chi, né dove. E’ un qualcosa da estirpare, come un dente cariato. Si aspetta che ogni uomo che incontra la tratti con concupiscenza e si offende se questo non accade.

E poi c’è la poesia. L’unico cruccio, l’unico desiderio di Tove. Crescendo ha imparato a distinguere i versi poco validi dai versi buoni. Diventa più consapevole e più esigente con la sua scrittura. E finalmente per Tove si apre la possibilità di pubblicare e di far conoscere le sue poesie.

Tove incarna alla perfezione il desiderio di emancipazione, di libertà, di autoaffermazione. E, al tempo stesso, la confusione, il disincanto e lo smarrimento profondo che la gestione di una nuova libertà porta con sé.

Conoscere se stessa, staccarsi dalle aspettative che la società e la famiglia ripongono in lei. Affermare il proprio io a dispetto delle convenzioni. Inserirsi un nuovi ambienti. Frequentare uomini per i quali non prova alcun trasporto ma che verso i quali si sente in dovere di provare. Civettare, concedere. Senza alcuna convinzione, solo perché così fanno tutte.

Tove ci racconta la sua vita in un momento cruciale e nelle sue incertezze possiamo sicuramente trovare qualcosa di noi stessi. La sua lingua è tagliente, a tratti esilarante. La sua prosa è un fiume in piena che trascina con sé preconcetti, luoghi comuni e stereotipi. Rimane l’immagine fresca e buffa di una ragazzetta che vuole scrivere poesie e che non teme il mondo né la sua brutalità.

Quel che è certo è che Tove Ditlevsen ha il dono di una scrittura istantanea, senza filtri né desiderio di compiacere. Tove scrive ciò che sente e si fotografa così com’è. Non cerca di sembrare diversa e non teme il giudizio degli altri. Una figura di donna appena abbozzata che riscuote tutta la mia simpatia e approvazione. E che produce quel sorriso sornione che non mi ha mai abbandonato durante la lettura, fugace, veloce e abbacinante come una meteora nel cielo.


L’autrice

Tove Ditlevsen è stata una celebrata poetessa e romanziera danese. I suoi libri autobiografici, Infanzia, Gioventù e Dipendenza, compongono la trilogia di Copenaghen. In queste pagine, con una chiarezza e una sincerità cristalline, l’autrice racconta la sua vita tormentata: eterna outsider del mondo letterario, quattro matrimoni e quattro divorzi alle spalle, per tutta la sua vita adulta ha avuto problemi di dipendenza da alcol e droghe ed è morta suicida nel 1976. Fazi Editore ha pubblicato Infanzia nel 2022.


  • Casa Editrife: Fazi Editore
  • Collana: Le Strade
  • Traduzione: Alessandro Storti
  • Genere: biografia
  • Pagine: 166

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