TORNATA ALLA TERRA di Mary Webb

Aveva una parentela così stretta con gli alberi, una simpatia così intuitiva con le foglie e i fiori, che pareva non scorresse nelle sue vene il lento sangue umano ma una linfa leggera.

Trama

Hazel Woodus è figlia di una zingara gallese e di un allevatore di api con la passione per la musica. Trascorre la sua vita solitaria, selvatica, eppure a suo modo felice in un cottage sperduto tra le colline e i boschi della regione inglese dello Shropshire, secondo il ritmo della natura e delle stagioni. La sua unica amica è Foxy, un cucciolo di volpe che la segue fedelmente come un cane e al quale la ragazza dedica il suo affetto e le sue cure. Tutto cambia però quando incontra due uomini radicalmente diversi tra loro: il nobile, tenebroso quanto rozzo Jack Reddin e il premuroso, gentile reverendo Edward Marston. Entrambi si innamorano della ragazzina e cercano di averla; entrambi l’avranno , uno come marito, l’altro come amante,  ma nessuno la possiederà mai, mentre Hazel, lontana dal suo mondo fatto di naturalezza e ingenuità, dovrà affrontare i pericoli della vita cosiddetta civile, sconosciuta e infida, da cui finora si è sempre tenuta lontana. Poetico, drammatico e commovente, Tornata alla terra è un grande romanzo fuori dal tempo che ha la forza conturbante della tragedia greca e la grazia della poesia.


Recensione

Hazel Woodus è uno spirito libero e selvatico. La chioma fulva, l’indole indomita, una piccola volpe a farle compagnia, che la segue ovunque. La sua vita è semplice e solitaria, chiusa dentro alla meraviglia della natura. Hazel è governata da un istinto semplice, animalesco e puro.

Hazel non conosce altro che il suo mondo. Per lei non esiste nient’altro che l’erba,i fiori e l’amore disinteressato per le creature, verso le quali prova un primordiale istinto di protezione. Non anela il matrimonio, né i figli. Non desidera appartenere a nessuno, vuole essere libera di amare Foxi e tutti gli animali che hanno bisogno di lei. Hazel è un piccolo fauno, uno spirito innocente che appartiene alla terra.

Genuina, sincera, quasi trasparente. Hazel intuisce che l’amore di un uomo la allontanerebbe dal suo mondo bizzarro e istintivo.

Eppure due uomini si innamorano di lei. Uno è Edward, dolce, delicato, quasi fraterno. L’altro è l’irruento e rozzo Reddin, carnale, virile, attraente. Hazel non sa decidersi tra i due. Nonostante sposi Edward, obbedendo suo malgrado ad un dictat che appare irrinunciabile, desidera Reddin, perdendosi in un dualismo inconciliabile che non riuscirà mai a decifrare, a comprendere, né tanto meno a risolvere.

Il cauto e formale Edward la tratta con estremo candore, nell’attesa che Hazel sia pronta a darsi a lui. Reddin invece la circuisce con lascivia. La cerca, la pretende, la stordisce di baci che non hanno niente di casto. Hazel prova riconoscenza verso Edward ma è attratta da Reddin. Non resiste a Reddin ma è con Edward che vuole vivere, verso il quale si sente più affine ma che non è capace di regalarle il brivido dell’attrazione sessuale.

Hazel patisce la dicotomia tra anima e corpo, tra purezza e carnalità. Pur non soggiacendo ai principi del comune pudore, non sa decifrare l’impulso sessuale e conciliarlo con il desiderio di protezione, di fratellanza, di sicurezza. Hazel non è in grado di raggiungere un compromesso tra ciò che i due uomini rappresentano. Persino Foxy, che simboleggia la natura e la sua imprevedibilità, soffre questa inconsolabile frattura. Foxi e Hazel condividono un destino tragico, nel precipare degli eventi che metteranno i due uomini l’uno contro l’altro.

“Tornata alla terra” è un romanzo delicato, poetico, fitto di un candore selvatico e primitivo, che abbraccia anche la sua protagonista, quasi un’antesignana della donna moderna, che contesta l’inevitabilità del matrimonio e della maternità com’anche l’idea di appartenere a qualcuno che non sia la natura e la vita stessa.

L’immagine di una fusione perfetta tra femminile e natura forse non è nuova. Ma Mary Webb sa interpretare questa visione con arguzia, coraggio e enorme originalità, in un’epoca in cui gli ideali femministi sono ancora in una fase embrionale, oltre che fortemente osteggiati dalla società.

Con il suo effluvio di fiori, gli svolazzanti capelli fulvi che rifuggono ogni acconciatura, Hazel restituisce un’immagine campestre e ferina della donna che colpisce il lettore con la potenza di un fulmine. Hazel non è bella in senso tradizionale, non è colta, ma brilla di una intelligenza istintiva. Hazel ha una bellezza quasi fatata, che attrae gli uomini perché suggerisce candore, genuinità, anticonformismo e infinita purezza. Hazel incanta ma distrugge al tempo stesso. E’ una creatura che appartiene alla terra e di conseguenza abbraccia logiche che non sono prevedibili e che spiazzano completamente chi la incontra.

Mary Webb costruisce un’eroina inedita e affascinante  e le affida un linguaggio etereo, magico e per certi versi sfrontato. Un’eroina asessuata che non conosce pulsioni terrene  e che si immola per non staccarsi dal suo mondo, rifiutando la maternità e il legame con un uomo. La poesia che trasuda dalle pagine è così piena, rotonda. Si diffonde ovunque, restituendo al lettore l’immagine di una natura intatta, idilliaca e giusta. Una natura che mai come adesso appare cura per ogni malessere e conforto per ogni lacrima, ma anche reietta e tragica come una favola nera.


L’autrice

Mary Webb è stata una delle più importanti scrittrici inglesi del suo tempo. Poetessa, narratrice, mistica e amante della natura, descritta dai suoi contemporanei come uno “strano genio” e “una delle migliori scrittrici inglesi del nostro tempo”, ha trascorso l’intera vita nella regione dello Shropshire, da lei eternato in tutte le sue opere. Tornata alla terra ebbe un famoso adattamento cinematografico nel 1950, con Jennifer Jones, diretto da M. Powell ed E. Pressburger.


  • Casa Editrice: Elliot Edizioni
  • Collana: Raggi
  • Traduzione: Corrado Aòlvaro
  • Genere: Classico
  • Pagine: 318

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