AMORE E FURIA di Samantha Silva

… ma sarei vissuta per reclamare quella gioia che mi spettava di diritto: la fiera, indomita, fosca, ribelle ed eccelsa gioia dell’essere umani.

Trama

30 agosto 1797. La levatrice Parthenia Blenkinsop ha fatto nascere innumerevoli bambini nel corso della sua carriera, ma quando arriva alla porta di Mary Wollstonecraft si stupisce di vedere sulla soglia la sua cliente con un sorriso rilassato, che non tradisce alcun terrore per ciò che l’attende. Le cose, però, non vanno come previsto: il parto presenta delle complicazioni e in breve Mrs Blenkinsop si trova a temere sia per la madre che per la fragile creatura appena venuta alla luce. Nei difficili giorni che seguiranno, per tenere in vita la sua bambina e darle una ragione per lottare, Mary tesserà il racconto della sua breve e avventurosa esistenza, spesa a battersi in nome dell’uguaglianza e della libertà. Figlia di un uomo violento e dispotico nei confronti della moglie e della famiglia, fin da ragazzina Mary cerca un’emancipazione economica che l’allontani il più possibile dal padre. Il riscatto sembra arrivare prima grazie all’amicizia dell’altolocata Jane Arden, e successivamente nel legame con Fanny Blood, con cui apre una scuola. Il suo scopo è quello di insegnare alle ragazze a coltivare sia il corpo che la mente, così da diventare indipendenti e contribuire alla nascita di un mondo in cui le mogli possano difendersi dalla tirannia dei mariti, oppure vivere alle proprie condizioni senza vedere il matrimonio come l’unica speranza per garantirsi un futuro. Assidua frequentatrice dei circoli liberali, nei quali farà la conoscenza del filosofo Richard Price, Mary consolida la sua figura tra i pensatori dell’epoca grazie a un’opera sorprendente e all’avanguardia, Sui diritti delle donne, considerata il primo manifesto femminista della Storia. Attraverso l’alternarsi delle voci di due protagoniste che, seppur in modi diversi, hanno messo la propria vita a servizio delle altre donne, pagina dopo pagina si costruisce il potente racconto di una madre disposta a tutto per consegnare nelle mani di sua figlia un mondo in cui sia possibile provare a vivere come ogni creatura desidera: libera.
Con una prosa radiosa e avvincente Samantha Silva rende omaggio alla folgorante esistenza di Mary Wollstonecraft, pioniera del femminismo e madre della romanziera Mary Shelley. Due donne che hanno cambiato il volto della letteratura.


Recensione

Mary Wollstonecraft è una figura emblematica nella storia dell’emancipazione femminile.

Nata e cresciuta in una famiglia povera e schiacciata dall’alcolismo del padre, Mary sviluppa fin da piccola una visione assai critica della società patriarcale e decisamente contraria all’istituzione del matrimonio, inteso come una gabbia che intrappola la donna, la sottomette all’uomo e la svilisce di ogni potenzialità creativa e intellettiva.

Le sue opere furono ardite, innovative, scandalose e del tutto anacronistiche per la società ed il pensiero del tempo. Eppure costituirono e sono tuttora i capisaldi del femminismo, inteso come pensiero  volto ad affermare l’individualità della donna, essere pensante e anima sensibile, e non più solo un gingillo per sollazzare l’esistenza dell’uomo. 

L’opera di Samantha Silva, lungi dal voler essere una biografia tour court, è la storia romanzata di questa donna, che precorse il tempo e lo spazio per rivendicare il diritto della donna a scegliere, ad educare il proprio pensiero critico, a determinare il suo destino anche senza un uomo al suo fianco.

La narrazione confonde storia e finzione in un gioco sottile, condotto in punta di penna, a sviscerare il pensiero della protagonista, che parla in prima persona della sua vita, delle passioni e della idee eversive che troppo spesso la relegarono a un ruolo di dubbio valore. 

Due i piani narrativi, quello di Mary e quello della sua levatrice, una donna semplice stregata dal potere ipnotico che Mary sprigiona, con il suo modo di vivere, di vedere e di percepire l’ambiente e la società. 

Un racconto a due voci che riesce senza sforzo nell’intento di rappresentare la genesi del pensiero femminista e l’enorme difficoltà di camminare controcorrente in una società gretta e intransigente .

Ciò che percepiamo dalla lettura è la profonda bellezza e l’enorme sconforto che trasuda da Mary, essere tormentato, solo, ma anche solido baluardo di un pensiero embrionale che promette di spaccare la roccia più dura con la perseveranza e la passione.

Il ritratto che esce della societa di fine del XXVIII secolo è un piccolo capolavoro di realismo e di impietosa e cruda aderenza alla verità storica.

Quasi impossibile immaginare come Mary possa aver scardinato le convinzioni dell’epoca senza essere schiacciata. Eppure lo ha fatto. Da sola, contro tutto e tutti. E il testamento struggente che lascia alla figlioletta è qualcosa di così forte da sbalordire e così sentito e coinvolgente da lasciare il segno.


L’autrice


Samantha Silva è una scrittrice e sceneggiatrice che vive in Idaho. Si è laureata alla Johns Hopkins University’s School of Advanced International Studies, e ha studiato per un periodo nella sede di Bologna, in Italia. I suoi racconti e i suoi saggi sono apparsi su One Story e LitHub. Un cortometraggio, The Big Burn, che ha scritto e diretto, è stato presentato in anteprima al Sun Valley Film Festival nel 2018. Attualmente sta lavorando all’adattamento per il teatro del suo romanzo di debutto, Mr. Dickens and His Carol.


  • Casa Editrice: Neri Pozza
  • Traduzione: Daria Restani
  • Genere: biografia
  • Pagine: 320

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