PIRANESI di Susan Clarke

La bellezza della Casa è incommensurabile; la sua gentilezza infinita.

Trama

Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l’altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori.

Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l’Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest’uomo enigmatico è l’unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo.

Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l’Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l’Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l’unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancora troppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso.

Susanna Clarke, autrice fantasy fra le più acclamate, torna in maniera trionfale con un nuovo, inebriante romanzo ambientato in un mondo da sogno intriso di bellezza e poesia.

Recensione

L’attesa è finita!

Oggi arriva in libreria “Piranesi”, attesissimo romanzo di Susanne ClarKe di cui si è tanto parlato in questi giorni.

Dopo l’enorme successo del suo precedente romanzo, uscito nel 2004, non mi stupisce che le aspettative per questo suo ultimo lavoro siano altissime. Immaginate quindi la gioia e la soddisfazione nel poter leggere questa strabiliante opera in anteprima! Una lettura ipnotica e abbacinante, che mi ha trascinato in luoghi che  non avrei voluto più lasciare. Luoghi che hanno stuzzicato la mia curiosità e suscitato in me un sentimento di compassione e solidarietà per quest’uomo e per il suo Mondo.

Questo è un romanzo la cui trama gira intorno a se stessa, vorticosa, come i saloni e i vestiboli della Casa, un labirinto ipnotico in cui vive Piranesi, un uomo la cui solitudine è interrotta solamente dall’incedere delle Maree e dalle visite, al martedì e al venerdì, dell’Altro, una figura misteriosa che divide la Casa con lui.

Un uomo che è il solo e unico figlio della Casa. E una casa, descritta da uno spazio infinito e grandioso, dove vivono solo pesci e uccelli e statue, gigantesche figure dispensatrici di calma e di gioia, ospiti muti, uniche figure che evocano l’esistenza, ormai remota, di un mondo antico che forse non esiste più.

La Casa si mostra al lettore come un luogo spaventoso, pieno di echi, mutevole e insidioso.  Ma è anche una madre benevola che dispensa al suo amato figlio ciò di cui ha bisogno.

Un figlio riconoscente e fedele, che ha perduto qualsiasi riferimento con il mondo da noi conosciuto.

Piranesi e la Casa vivono in una simbiosi perfetta quanto anomala. La casa è un’allegoria del mondo e spinge Piranesi ad esplorarla. Piranesi è un bizzarro Messia, il figlio di un Dio che non è più incorporeo ma fatto di mura, pavimenti, scalinate. Spazi infiniti che solo occasionalmente accolgono le nuvole e che di notte rendono l’accesso alla visione delle stelle attraverso le sue finestre.

Un Messia che scrive di suo pugni i propri Vangeli, diari in cui Piranesi annota meticolosamente ogni accadimento della sua esistenza.

E di annotare c’è evidentemente un gran bisogno. Innanzitutto per evitare di perdersi nei saloni, che si susseguono uno dopo l’altro. E poi anche per puntualizzare aspetti pratici, atti a garantire la sopravvivenza di questo bislacco Robinson Crusoe.

Salta subito all’occhio il parallelismo tra il nome del protagonista e il Piranesi architetto veneziano, autore delle Carceri, tavole ardite raffiguranti ambienti assolutamente fuori dalle righe. Saloni infiniti, spazi immensi e tuttavia claustrofobici, la cui ripetizione infinita richiama l’immagine di una prigione psicologica, se non fisica.

Il nostro Piranesi, seppure non sia l’artefice di quelle architetture inconsuete e drammatiche, ne è lo stoico depositario, un custode fedele e imperturbabile che vede la Casa come la causa e l’effetto della propria esistenza.

Susanna Clarke è abile nel creare una curiosa tensione nel lettore. La lettura, che incede scorrevole e piena di appeal, non è altro che un continuo interrogarsi sulla figura di Piranesi e sulla natura di quel Mondo misterioso in cui si muove.

E mentre siamo completamente perduti nell’impresa di costruire una trama coerente per il romanzo e nel compito complesso di dare un ruolo preciso al protagonista, ecco che la verità fa capolino, quasi a guastare quello che ci eravamo immaginati.

Perché ormai ci siamo immedesimati nella lucida follia della trama e nella fantastica e irreale figura del protagonista, la cui vita, solitaria, sperduta e aleatoria ci ha comunque stregato.

Piranesi, in fondo, ci insegna come difendere un sogno. Come vestirci dell’unica verità che conosciamo. Piranesi ribadisce, nel caso ce ne fosse bisogno, che la mente è la nostra gabbia più inespugnabile. Una gabbia dorata, dove spesso risulta preferibile rifugiarsi a discapito della vita reale.

Ed ecco, alla fine, dobbiamo per forza decidere tra un sogno incantato e la fredda realtà. Tra l’immaginario e l’immaginato. Tra la fantasia e la ragione. Ma è una scelta difficile quanto vana. Perché non possiamo imbrigliare l’immaginazione, un cavallo instancabile che fugge al galoppo e non si lascia prendere da nessuno. E perché non esiste una ricetta per la felicità che vada bene per tutti.

L’autrice

Nata a Nottingham nel 1959, ha avuto un successo clamoroso con il suo romanzo d’esordio Jonathan Strange & il Signor Norrell (2004): pubblicato in trentaquattro paesi e finalista al Man Booker Prize, il libro ha venduto quattro milioni di copie, è stato accolto come l’opera inglese più grande e originale pubblicata dai tempi di C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien ed è stato definito da Neil Gaiman «il più grande fantasy inglese degli ultimi settant’anni». A quindici anni di distanza, Piranesi è il suo grande ritorno.

  • Casa Editrice: Fazi Editore
  • Collana: Lainya
  • Genere>: fantasy
  • Pagine: 300

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