FORMULE MORTALI di Francois Morlupi

Ansaldi non seppe rispondere alla domanda. Era del resto la chiave che cercava da anni. Come riuscire ad andare avanti malgrado il vivere quotidianamente con la malvagità dell’essere umano? Come avere speranza nel futuro quando il presente ogni giorno peggiorava?

TRAMA ➡️ In una torrida estate romana un passante scopre il cadavere di un uomo atrocemente torturato e mutilato. Sul terreno insanguinato gli arti amputati disegnano una celebre formula fisica. È il primo di una serie di omicidi rituali che coinvolgono vittime senza alcun legame apparente. A tentare di risolvere il caso è chiamato il commissario Ansaldi, professionista integerrimo ma tormentato dall’ansia e dagli attacchi di panico. Ad accompagnarlo in questa avventura verso il male, il vice ispettore Loy, una ragazza con un forte disturbo antisociale di personalità, e altri tre membri del commissariato di Monteverde. Tenteranno insieme di venire a capo di quello che ormai i media hanno battezzato come “il caso delle formule mortali”, un’indagine dopo la quale nessuno dei protagonisti sarà più lo stesso.

RECENSIONE ➡️ Il protagonista di questo romanzo, il Commissario Ansaldi, si presenta al pubblico senza alcun filtro, nelle primissime pagine di questo bel thriller.

In un letto d’ospedale, circondato da sonde, fili e macchinari, mentre cerca di tagliare la corda senza essere visto. Un uomo di mezza età, corpulento, maniaco dell’ordine, poco incline ai rapporti umani, decisamente vittima dell’ansia, quella maiuscola, che affoga quotidianamente nei medicinali e nel cibo.

Uomo di principi, ligio al suo dovere di investigatore, con una vita privata risicata nell’angusto spazio che il suo lavoro gli lascia. Amante dell’arte, il suo personale antidoto contro il male di vivere.

Al suo capezzale ho trovato una giovane donna, che trascura il suo aspetto fisico, indifferente ai dettami estetici della moda, incurante dell’immagine che lascia di sé agli altri. Magra e muscolosa, dai capelli scuri e lisci, con un piercing vistoso in faccia e un tatuaggio a forma di lanterna su un braccio.

L’espressione triste, gli occhi schivi a nascondere il contenuto dei suoi pensieri, perennemente imbronciata, votata al lavoro, quasi asettica, che tiene le proprie emozioni sotto chiave. Decisamente mancante di empatia, persino con i colleghi, che tiene sempre a debita distanza.

Il suo nome è Eugènie Loy, di madre francese e padre italiano. E’ vice-ispettore e nonostante lavori a stretto contatto con Ansaldi, non è ancora riuscita a lasciarsi andare del tutto con lui. Sempre attenta a non svelare troppo di sé, sfuggente, con l’atteggiamento di chi non vuole soffrire più.

Eppure, se c’è un uomo che stimi e per il quale non possa evitare di preoccuparsi un po’, questo uomo è proprio Ansaldi. E Ansaldi ricambia, seppur quasi di nascosto, questa inclinazione, quasi a fiutare in lei qualcosa che li leghi, nonostante entrambi si trincerino dietro a pesanti corazze, pur di non mostrarsi vulnerabili.

Con queste premesse, e con la curiosità a mille, inizia l’indagine cuore di questo romanzo.  E inizia  con il botto, senza preavviso e mi ha lasciata attonita e senza difese, per l’efferatezza dei metodi di morte, per le circostanze misteriose e per la totale assenza di appigli. Immediatamente i miei sensi si sono allertati a cercare qualcosa a cui aggrapparmi, ma a stento ho provato a fare qualche congettura e solo parecchie pagine più in là.

Sicuramente Francois  Morlupi ha avuto un’idea davvero inusitata per descrivere le morti che affollano il romanzo. Ma come forse ho già detto in altre sedi (e Francois lo sa bene!) in ultimissima analisi un thriller è fatto di morte, colpevole, movente ed eroe che scopre tutto ciò che ho appena elencato!

Certo, conta molto come l’autore descrive questi passaggi e come si arriva alla soluzione, ma ciò che davvero fa la differenza sono i personaggi. E in questo Francois eccelle, a mio avviso!

Il team investigativo che fa capo ad Ansaldi è un capolavoro! Ho gia descritto il Commissario e la sua vice. Insieme a loro ci sono Di Chiara, un uomo semplice, con desideri semplici (pizza, calcio, cinema coreano) ma molto sensibile e con un forte istinto di squadra, Leoncini, un ragazzone di colore che ruba il cuore a tutte le donne che incontra, ma con un passato doloroso e Caldara, non particolarmente brillante ma estremamente diligente, un po’ succube della moglie che lo tiene in pugno, appellandosi ai suoi continui impegni di lavoro per farlo sentire in colpa.

Francois è solito contestualizzare, nei momenti più significativi dell’indagine, alcuni sprazzi di vita di ognuno di loro, parentesi piacevoli che mi hanno aiutata ad inquadrare e a conoscere meglio i ragazzi della squadra.

Nel corso della lettura sono diventata sempre più intima con loro e li ho apprezzati tutti, perché ognuno di loro ha in sé molta umanità; sono personaggi veri, ai quali ci si abitua e nei quali è possibile riconoscersi.

Francois descrive tutto questo con una penna sopraffina, delicata, mai pesante (anche quando parla il linguaggio del sangue!). Una scrittura molto fluida, scorrevole, facile da fare nostra, semplice da ricordare anche a distanza di qualche giorno. I dialoghi sempre molto genuini, arricchiti dagli intercalari tipici del linguaggio di tutti i giorni, conditi con citazioni  dalle quali si impara sempre qualcosa.

E onnipresente e adocchiante, ecco l’ironia a ricamare merletti sopra le parole! Adoro l’ironia, adoro sorridere sotto i baffi leggendo le battute argute, dissacranti e decisamente centrate di questi meravigliosi personaggi! Un sorriso serve sempre, a stemperare l’animosità che inevitabilmente sorge quando si parla di morte! E i passaggi spassosi non mancano … lo riscontrerete quando vi troverete in un certo luogo al di là del mar Ligure! In quelle pagine Francois compie un piccolo miracolo, cesellando un paio di personaggi bislacchi e adorabili e descrivendo l’ambiente (nono solo quello naturale, ovviamente!) con maestria, impagabile ironia e una certa dose di sfacciataggine!

Insomma, in Formule mortali si respira la vita vera, che è fatta di lacrime e di sorrisi, di solidarietà, empatia ma anche di rispetto reciproco e di fratellanza. Non importa se si è riservati, schivi, asettici oppure maniaci, ipocondriaci, affetti dalle più scure dipendenze. Se si è presi al cappio da una moglie capricciosa, oppure impuniti “sciupa femmine” oppure, ancora, desiderosi di una normalità che a volte sconfina nella banalità. Quando c’è da lavorare si lavora. E se c’è da soffrire si soffre, ci si sacrifica, si dà tutto per riportare la giustizia dopo un terribile torto subìto. Sopra tutto e tutti troneggia la città eterna, tenuta in scacco dall’afa ma sempre affascinante e generosa.

Formule mortali è un romanzo che ha catturato la mia attenzione e il mio cuore. Questa squadra ha talento da vendere e tantissime cosa ancora da dare al lettore. Ed infatti, c’è un seguito a questo romanzo, uscito da poco e sinceramente credo che correrò a leggerlo!

L’AUTORE ➡️ Francois Morlupi, itali francese, è nato nel 1983 a Roma dive vive e lavora. Grande appassionato di gialli, in particolare di quelli scandinavi, di storia contemporanea e di film coreani, ha iniziato ascrivere per scommessa nel 2017. Il suo romanzo d’esordio “Formule motali”, ha vinto diversi premi letterari nella categoria noir-giallo e il Commissario Ansaldi e la sua squadra sono ormai familiari e apprezzati da numerosi lettori.

“Il colbacco di Sofia” è la sua seconda opera, un noir ambientato tra la Bulgaria, visitata nel 2018, e Roma, la sua città tanto amata e parimenti criticata.

E voi, leggerete le storie del Commissario Ansaldi e della sua squadra?

L’AUTORE ➡️ François Morlupi, italo francese, è nato nel 1983 a Roma dove vive e lavora. Grande appassionato di gialli, in particolare di quelli scandinavi, di storia contemporanea e di film coreani, ha iniziato a scrivere per scommessa nel 2017. Durante la quarantena per il coronavirus, in mancanza della sua pizza del venerdì, ha conquistato la cintura nera ai campionati di pizza surgelata. Il suo romanzo d’esordio, Formule Mortali, ha vinto diversi premi letterari nella categoria noir-giallo e il commissario Ansaldi e la sua squadra sono ormai famigliari e apprezzati da numerosi lettori. Il Colbacco di Sofia è la sua seconda opera, un noir ambientato tra la Bulgaria, visitata nel 2018, e Roma, la sua città tanto amata e parimenti criticata.

  • Casa editrice: EdizioniCroce
  • Genere: noir
  • Pagine: 320
  • Data di pubblicazine: aprile 2018

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