ATTI DI SOTTOMISSIONE di Megan Nolan

La sofferenza delle donne è dozzinale ed è usata in modo dozzinale da donne disoneste in cerca soltanto di attenzioni – e fra tutti i nostri peccati capitali, cercare attenzioni di sicuro dev’essere uno dei più gravi.

Trama

Quando lei, giovane e travolta dalla Dublino notturna, incontra lui, Ciaran, bello e risoluto, succede qualcosa di semplice e straordinario: l’attrazione rompe gli argini, si mescola alle fragilità e alle paure, diventa il significato stesso del vivere. Nasce così una relazione che per la protagonista è un alternarsi di estasi e sofferenza, di gelosia sfrenata unita a un piacere così intenso e bruciante da creare dipendenza: lei vuole annullarsi nel corpo di lui, dissolversi nei desideri fino a non lasciare più spazio alla propria identità. Mentre Ciaran, uomo emotivamente incapace e ferito, non trattiene i propri atteggiamenti malsani e crudeli. Fino all’epilogo, distruttivo e liberatorio, che apre la strada a una fuga e una rinascita.

Megan Nolan racconta una storia di anti-amore, interrogandosi su cosa significa vivere in funzione del desiderio altrui, della volontà di essere amate a tutti i costi, rinunciando a ogni filtro che non sia lo sguardo dell’altro. Attraverso un serrato monologo interiore, sincero come il cristallo, Atti di sottomissione parla della seduzione del nulla, che può piegare il senso stesso dell’amore rovesciando certezze, moralismi, rivendicazioni e cliché, in un’estenuante battaglia interiore per la conquista delle proprie emozioni.

Questo libro è per chi sogna un amore che renda magica la pioggia, per chi galleggiando in mare aperto perde peso ma trova consistenza, per chi non sa godersi il primo bicchiere di vino perché pensa già al secondo, e per chi cerca nel corpo dell’altro un luogo di preghiera, dove dimenticare la propria carne viva e dissolversi nella bellezza assoluta.


Recensione

Una storia scritta in prima persona che rompe gli argini del buon senso e della decenza. Un romanzo che scuote, scandalizza e rappresenta l’estasi e la sofferenza che deriva dall’amare una persona a cui inconsapevolmente hai consegnato le chiavi della tua felicità. Tutto riponi in quell’amore che nasce innocente e denso di aspettative. Una scatola magica, un vaso di Pandora da cui irrompe un coacervo di emozioni, di gesti, di brividi e di godimento fisico e mentale. La tua vita si indirizza tutta verso quell’anfratto di gioia pura, dove ogni sensazione diventa estrema e pericolosa. Perché è pericoloso consegnarsi ad un altro e lasciare che sia il depositario del significato di una intera esistenza.

La storia di lei è una storia già scritta, incisa a fuoco sulla pelle di molte donne, ansiose di piacere, di essere approvate, tanto da concedersi con troppa facilità. La vertigine di essere accettate, di essere belle, apprezzate, disinibite e intelligenti  ti fa fare cose che non vorresti fare, ti fa cedere, abbassare il capo. E questo cedimento ti svilisce, ti degrada. Ma non puoi sfuggirgli, quando riponi nell’amore tutta le tue speranze, tutta la tua fede.

Quando lei incontra Ciaran è già provata dalla vita. Ha abbandonato gli studi, conduce una vita precaria, beve troppo e l’alcol è un appiglio scivoloso ma apparentemente affidabile per salvarla dalle sue paure.

Ciaran è la sua salvezza. Ma anche la sua perdizione. Instabile e emotivamente provato, la spingerà sull’orlo del buio e lei potrà solo decidere di annientarsi oppure reagire nell’unico modo che conosce, distruggendosi.

“Atti di sottomissione” è un romanzo coraggioso, sincero, doloroso e catartico. Una prosa asciutta, sfrontata, provocatoria che tuttavia lascia ampio spazio ad una introspezione così chiara da sembrare quasi crudele. Una finestra sul costante delirio di una donna che cerca di difendersi dai morsi di un amore malato e totalizzante, fino a che non riuscirà a distruggerlo e a distruggere se stessa nella necessaria esplosione.

Una storia di dolore, chiusa nelle stanze asfittiche di una femminilità corrotta e sbagliata. La ricerca di un equilibrio che si nasconde nelle pieghe della pelle, dietro ai tagli e alle cicatrici, sotto i vestiti provocanti o sciatti e nella carne che non trova mai la giusta misura, succube di un’altalena che vede nella forma e nell’esteriorità del corpo la nemesi dell’insoddisfazione e dell’infelicità.

Una lettura necessaria, che sfonda le membrane del buon senso e del buon esempio. Una lettura che ci ricorda quanto sia complesso essere donna, dentro alla giungla delle emozioni, delle aspettative e delle buone maniere. La giungla dalle quale si alzano le suggestioni che ti incatenano ad una immagine, ad uno stereotipo. La giungla che sopisce la voce che ti sprona ad alzarti, a credere in te stessa e a costruire la tua vita da sola, senza dipendere dagli altri. Quella voce che ti punisce. Quella voce che ti salva.


Non poteva essere che questo romanzo ad aprire la collana “Le fuggitive”, che accoglie storie di donne che sono in fuga da una vita che vuole incasellarle, soffocarle, imprigionarle dentro a luoghi comuni e a preconcetti. Donne non comuni, che rifiutano la prigione degli stereotipi e il peso enorme delle aspettative degli altri. Donne che vogliono essere se stesse, alla ricerca del luogo esatto in cui poter vivere la loro femminilità, fuori dagli schemi, in libertà.


L’autrice

Megan Nolan (1990) è nata in Irlanda e vive a Londra. I suoi saggi, fiction e articoli sono stati pubblicati su The New York Times, The White Review,The Sunday Times, The Village Voice,The Guardian e nell’antologia Winter Papers. Salutato dalla critica come uno dei migliori esordi del 2021, Atti di sottomissione è il suo primo romanzo.


  • Casa Editrice: Enne Enne Editore
  • Collana: Le Fuggitive
  • Traduzione: Tiziana Lo Porto
  • Genere: narrativa straniera
  • Pagine: 286