L’ALTRO di Thomas Tryon

 
Così uguali, eppure così diversi. Ricordò come reagivano a “fare il gioco”, quel “transfert” quasi mistico che lei aveva scoperto da ragazza e insegnato a loro. Così diversi, Niles un figlio dell’aria, uno spirito gioioso, bel disposto, cordiale, affettuoso, la sua indole si rispecchiava anche nel suo viso: tenero, allegro, premuroso.
Holland? Di nuovo qualcosa di diverso. Aveva sempre voluto bene a tutti e due in egual misura, eppure Holland era un figlio della terra, silenzioso, guardingo, chiuso in se stesso, intrappolato da segreti non condivisi. Ardentemente desideroso di affetto, ma incapace di darne; così misteriosamente introverso.
 

Trama

Niles Perry sono gemelli identici di tredici anni. Molto legati, tanto da poter quasi leggere il pensiero l’uno dell’altro, ma anche molto diversi: Holland, audace e dispettoso, negli occhi una luce sinistra, esercita il suo carisma sul fratello Niles, gentile e remissivo, desideroso di compiacere gli altri, il tipo di ragazzo che rende orgogliosi i genitori. Hanno da poco perso il padre in un tragico incidente e vivono in una fattoria del New England con la madre e la nonna. Le giornate estive in campagna sono lunghe e noiose ma la fantasia multiforme dei ragazzi è un’arma efficace, che si alimenta di oggetti preziosi custoditi gelosamente in una vecchia scatola di latta, assi che scricchiolano e orecchie tese a percepire passi misteriosi, spettacoli macabri inscenati in cantina e vecchie storie che sembravano dimenticate. Ecco però che l’incantesimo dell’infanzia si spezza: una dopo l’altra, una serie di figure vicine ai ragazzi vengono coinvolte in cruenti fatti di sangue. E diventerà presto chiaro che la mano dietro a queste inquietanti tragedie può essere una sola…
L’eterno fascino perturbante dei gemelli è protagonista in questo romanzo in cui nulla è come sembra, che rapisce il lettore e lo conduce attraverso una sottile analisi dell’oscurità che dimora dentro ognuno di noi. Il ritorno di un grande classico dell’horror, bestseller da tre milioni e mezzo di copie, paragonato a Shirley Jackson e Patricia Highsmith e precursore dell’esplosione del genere insieme a pietre miliari come L’esorcista.

Recensione

Il tema del doppio non cessa mai di suscitare nell’uomo una morbosa curiosità.  Probabilmente proprio per questo motivo Tryon, già attore di successo negli anni cinquanta del novecento, volle cimentarsi nella scrittura horror e dette alla luce, nel 1971, il suo romanzo più famoso, “L’altro” che Fazi Editore ha deciso di far tornare alla luce.

Il romanzo è incentrato sul rapporto ambivalente e misterioso di due gemelli alle soglie dell’adolescenza, simili nell’aspetto ma molto diversi nel carattere: Holland, dal carattere torvo e misterioso e Niles, che invece è docile, gentile e succube del fratello, per il quale nutre un’ammirazione malata, venata da una sudditanza psicologica che non riesce a scrollarsi di dosso.

Il romanzo è intriso di atmosfere gotiche e ammorbanti. La vicenda si svolge in una piccolo centro della provincia americana, dove tutti si conoscono molto bene e dove il pettegolezzo e le malelingue non conoscono ostacoli. L’atmosfera sonnolenta, il caldo asfissiante dell’estate, i giochi subdoli e strambi dei due gemelli, i personaggi che li circondano, a partire dalla madre che non lascia mai la sua stanza, prostrata dal lutto e dalla nonna di origini russe che sembra leggere nel pensiero dei due nipoti, per finire poi ai vari personaggi che gravitano intorno alla casa dei Perry, ognuno con la sua personale ossessione. E poi la narrazione, che alterna due piani temporali: uno scritto in prima persona e l’altro scritto in terza persona, che sballotta il lettore avanti indietro nel tempo. Senza dimenticare la continua e ricercata confusione tra i ruoli dei due gemelli, che insinua una nebulosa incertezza nella mente del lettore, già preda della scrittura ipnotica e raccapricciante dell’autore.

I gemelli appaiono fin dalle prime pagine assai misteriosi. I giochi che condividono, i loro segreti incomprensibili, i fatti che narrano e ciò che accade nella casa dei Perry gettano subito una luce sinistra su di loro. In particolare su Holland, la cui armonica, con il suo suono simile ad un lamento, che precede ogni sua  mossa. Holland, con il suo sguardo orientale, che ogni tanto sparisce sul tram che porta alle Shadow Hills. Holland, che sembra attirare la disgrazia in ogni luogo che calpesta.

Ed ecco che dai Perry iniziano a verificarsi dei fatti raccapriccianti. Sparizioni, morte, orrore che sembrano seminati dalle mani svelte e rapaci di Holland.

La successione di quegli ebenti sembra non avere fine. Il lettore ha già da tempo emesso la sua sentenza. Ma i colpi di scena non mancheranno e lasceranno chi legge davvero spiazzato.

Malvagità? Follia? Superstizione? Chi è che ha fatto ciò che ha fatto? Chi è l’altro?

Ovviamente lo scoprirete da soli. Ma non prima di esservi sentiti spaesati. Non prima di aver temuto di non aver capito proprio niente. Non prima di aver assorbito quelle subdole e spaventose atmosfere, in cui follia e perversione vanno terribilmente a braccetto.

Non so se siete pronti per andare a Pequot Landing… sta di fatto che la curiosità avrà la meglio e vi troverete invischiati in un fango purulento e infido. E mentre scivolerete giù sentirete forse il suono di un’armonica a bocca….

Con una scrittura ipnotica e piena di simboli macabri e ottenebranti, Tryon si mostra un geniale affabulatore e un prestigiatore delle parole, che dalla sua penna escono scure e ammorbanti, ed hanno ormai perso la loro leggerezza per assumere toni sordidi e pieni di suspense.

Tryon ha un talento incredibile per indurre visioni oniriche nel lettore, ipnotizzato dalle sue onomatopee e dai suoni, odori e tinte dei luoghi che descrive. Il labirinto che sa creare nella nostra mente è una prigione inespugnabile. Tryon ci inganna con sapiente mistificazione e rinchiude i nostri pensieri in modo che non possano in alcun modo liberarsi dalle loro catene.

“L’altro” è davvero un capolavoro horror. Eppure Tryon non si serve di immagini cruente. Tryon si serve solo delle parole, così innocenti seppur cariche di enorme potenziale. E con le parole rinchiude la nostra immaginazione e la rende schiava.

Chissà se tornerete a Pequot Landing……

Chissà chi vi aprirà la porta quando busserete….

L’autore

Attore e scrittore statunitense, Thomas Tryon ha avuto un’importante carriera cinematografica recitando anche al fianco di John Wayne. Dopo aver assistito alla proiezione del film Rosemary’s Baby di Roman Polanski, tratto nel 1968 dall’omonimo romanzo di Ira Levin, Tryon volle misurarsi con la stesura di un romanzo proprio. Ne scrisse diversi, di genere horror e fantascientifico. L’altro è la sua opera più celebre, e ispirò il film omonimo diretto da Robert Mulligan.

  • Casa Editrice: Fazi Editore
  • Collana: Darkside
  • Genere: horror
  • Pagine: 400

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