L’ETERNITA’ DELL’AMORE INCOMPIUTO di Sergio Tavanti


(…) l’amore incompiuto è quello che poteva essere e poi non è stato, perché interrotto nel suo divenire da un evento improvviso, inaspettato, traumatico Una lama lo ha sezionato in due parti ben distinte: un passato conosciuto e vissuto ed un futuro impossibile a crescere e ad affermarsi, caratterizzato da un incombente rimpianto e da un inutile rimorso. Ma l’essenza di un amore germogliato tra due persone si conserva permanente ed incorruttibile nel tempo, anche dopo la sua brusca interruzione; attende serenamente il suo compimento come fonte di energia disponibile a rinascere in qualsiasi momento. E se questa speciale reincarnazione non avviene, allora rimane perennemente nel suo stato di purezza spirituale.

Trama

Quante volte si può amare nella vita? Quanti amori incompiuti sono destinati a durare nel tempo e nella memoria? Le risposte sono contenute in uno scritto custodito per anni in un cassetto e ritrovato per caso che svela il passato di Cosimo ed Eleonora e racconta il loro grande amore prematuramente interrotto. Con il romanzo L’eternità dell’amore incompiuto, l’autore Sergio Tavanti insegna che la forza dei sentimenti supera anche lo scorrere del tempo e degli eventi.

Recensione

Un romanzo che è medicina per gli animi nostalgici e romantici e al tempo stesso prezioso materiale di riflessione sulla vita e sulle occasioni perdute.

Pochissime parole per riassumere l’intensa esperienza di lettura de “L’eternità dell’amore perduto”. Una lettura interessante, seppur circoscritta, in estrema sintesi, allo studio dell’interiorità di tre personaggi per entrare dentro ai meccanismi della loro vita e dei loro pensieri. Cause e conseguenze che determinano lo svolgersi di una intera esistenza, che mai come in questo romanzo appare legata e determinata da eventi anche insignificanti ma la cui portata si mostra decisiva a dare un indirizzo alla nostra vita.

Lo spunto di questo romanzo è interessante proprio per questo tipo di riflessione.

La narrazione parte dall’incontro di Cosimo e di Eleonora, allora giovanissimi. Si innamorano di un amore sincero, goffi ed esaltati per l’esperienza di questo loro inaspettato e travolgente amore. La loro storia è pura ed intensa ma si interrompe bruscamente a causa di un evento banale, che i due giovani, se più esperti e sicuri di sé, avrebbero potuto superare senza difficoltà.

Ma la vita, o il destino, li divide. Cosimo ed Eleonora prenderanno direzioni diverse. Cosimo conoscerà Francesca e formerà una famiglia con lei. Eleonora invece non riuscirà a costruire una relazione soddisfacente con nessuno e rimarrà single.

Entrambi, tuttavia, avranno modo, durante l’intera loro vita, di ripensare spesso a quell’amore incompiuto con nostalgia. Il ricordo dell’intensità di quel sentimento farà da cornice allo loro vite e ritornerà spesso a far capolino nelle loro teste, con una forza indistruttibile, come fosse predestinato a realizzarsi, contro tutto e tutti. Francesca assisterà, con timore prima e con malinconica rassegnazione dopo, al riproporsi quasi ciclico di questo ricordo incorruttibile e darà dimostrazione di una forza incredibile e strenua nel difendere a tutti i costi la sua relazione con Cosimo. Una forza positiva, sincera e pura, che a più riprese mi ha fatto considerare come protagonista di tutta la narrazione proprio il suo personaggio.

Il romanzo, che si snoda fluido tra le pagine fitte di prosa attenta e ottimamente costruita, è potente soprattutto per la capacità di rileggere la nostra esistenza come una combinazione di eventi che hanno l’incredibile potere di innescare delle reazioni capaci di modificare il corso di una vita.

L’eterno dilemma del “poteva essere” si ripropone forte in questo romanzo, che è davvero riduttivo catalogare come “romance”. In realtà “L’eternità dell’amore incompiuto” è uno studio attento delle dinamiche di una vita intera, dove la nostalgia e l’idealizzazione di un evento incompiuto diventa il perno per una riflessione più profonda.

Ciò che non è stato e poteva essere si mostra agli occhi dell’uomo come qualcosa di simile alla perfezione. Un ricordo che non si è lasciato corrompere dal tempo e dalla meschinità che spesso distrugge le nostre azioni. Ciò che non è stato viene idealizzato dentro di noi. Un accadimento che non si è concretizzato per intero viene completato nella nostra mente a nostro completo piacimento. Nello stesso modo, una persona che si è allontanata dalla nostra vita serba in noi un ricordo puro, che non si è lasciato sciupare dagli eventi che inevitabilmente offuscano anche le più nobili intenzioni.

Palpabile la nota nostalgica, che ho percepito chiaramente in tutto il romanzo, come anche la trasposizione nel personaggio di Cosimo di parti autobiografiche dell’autore stesso, che con il protagonista condivide età anagrafica, luogo di nascita e professione.

Un romanzo, dunque, che appare ai miei occhi come una sorte di bilancio di vita. Una storia dove i ricordi di gioventù si ergono prepotenti e guidare la penna attraverso uno struggente percorso: quella che poteva essere e quella che è stato.

Ottima prova per Sergio Tavanti, che confeziona un romanzo davvero ben costruito, gradevole nell’esposizione dei fatti e condotto con una scrittura senza sbavature. Il suo romanzo non è solo la storia di una vita e di un ricordo di gioventù, ma anche e soprattutto un inno alla nostalgia e alla immaginaria costruzione intorno ad un rimpianto, sul quale inevitabilmente finiamo per indugiare, sognare e immaginare. L’amore incompiuto è sempre veicolo di profonda nostalgia, per chiunque. Proprio perché incompiuto è facile idealizzarlo ed è comprensibile volerlo innalzare a simbolo dell’Amore vero. Un amore che non si è mai scontrato con le difficoltà quotidiane e con l’amarezza che deriva dall’abitudine.

E poiché tutti, più o meno, abbiamo un amore incompiuto, è tremendamente semplice lasciarci trasportare dalla stessa dolce nostalgia che ha ispirato l’autore in questo romanzo. Provare per credere…

L’autore

Sergio Tavanti, nato a Firenze nel 1951, giornalista pubblicista dal 1970, tuttora iscritto all’Ordine, ha sempre alimentato la passione della “carta stampata” con articoli, saggi, racconti, che si sono concretizzati in quella affascinante metamorfosi dell’ideazione in testo scritto. Da “La penna stilografica origini, funzionamento e collezione” a “Quel meraviglioso mondo di Pericle” a numerose altre pubblicazioni di carattere scientifico, la sua professione di chirurgo generale, pur onerosa per quanto riguarda il tempo a disposizione per altre attività, non gli ha impedito di mantenere sempre vivo il grande interesse per la narrativa, che si arricchisce ora di questo nuovo invito alla lettura.

  • Casa Editrice: Albatros
  • Genere: narrativa italiana
  • Pagine:
  • 219