CHIUSA NEL BUIO di Riccardo Bruni

È scomparsa. Devo trovarla. Non posso uscire. Non ce la faccio. Inspira. Trattieni. Espira.

Trama

Qualcosa si è spezzato nel fragile mondo di Giulia. C’è un sospetto terribile, una paura strisciante che la tormenta e che scatena quelle crisi di panico così tremende. Che fine ha fatto Teresa? Da sei mesi Giulia è rinchiusa in casa. Prima che il virus iniziasse a circolare e che tutti fossero costretti a confinarsi nelle proprie abitazioni, lei era già in isolamento a causa della sua gravidanza a rischio. Andrea, il fidanzato, la colma di attenzioni nel suo casale dotato di un sofisticato impianto domotico. E in una casa vicina è arrivato anche Edoardo, fotografo e vecchio amico di Giulia, che sta realizzando un servizio sulle strade vuote e i volti dietro le finestre. Ma in questi lunghi mesi a tenere veramente compagnia a Giulia era la presenza di Teresa, la studentessa nell’appartamento di fronte: le luci accese dietro le finestre, le tende che si aprivano per un saluto veloce… Fino al giorno in cui ha deciso di partire con un’altra persona. Ma perché Teresa se n’è andata? Chi c’era con lei? E Valentina, la sua amica, sa qualcosa? Giulia ha bisogno di capire, anche se quell’atroce sospetto la terrorizza. Forse c’è un segreto orribile che è meglio non scoprire. Forse la verità può essere molto pericolosa.


Recensione

Un racconto che parte in sordina e diventa un incubo senza fine. Nero, plumbeo e senza speranza.

Un incubo nell’incubo. Già, perché siamo a marzo 2020 e il mondo è appena sprofondato dentro ad una pandemia. Un virus sconosciuto mina le fondamenta del nostro vissuto, delle nostre certezze. Ci spaventa e ci costringe ad isolarci. Ognuno di noi diventa il peggior nemico di se stesso. Fobie, paure, psicosi vengono a galla come pesci agonizzanti in un fiume inquinato. Chiusi nei nostri appartamenti, mai così opprimenti. E fuori il niente. Chiusi nelle nostre situazioni, che diventano definitive, irrisolvibili. Soli, a volte, con il nostro carnefice, al quale non si può sfuggire.

Riccardo Bruni ha dalla sua una prosa asciutta, senza inutili fronzoli, che non deve sforzarsi per sottintendere atmosfere claustrofobiche e per indurre il sospetto nel lettore. Scrive al presente, si affida a dialoghi brevi che lasciano nell’aria il senso del non detto e che fanno immaginare un pericolo che incombe nell’aria  e che improvvisamente implode scagliando il lettore dentro ad un labirinto di paura.

E non deve affidarsi ad una ambientazione particolare o fuori dalle righe. Al contrario, può limitarsi a circoscrivere la sua storia alle mura di un casale in campagna, dove sono imprigionati dalla pandemia incombente Giulia e Andrea, fidanzati in procinto di avere un bambino, Teresa, studentessa fuori sede e Edoardo, ex ragazzo di Giulia, fotografo in cerca della sua occasione per sfondare. Il Covid è là fuori, a minacciare il mondo intero. Loro invece sono tra le mura del casale, ognuno chiuso nelle sue angosce. Sempre più soli e isolati, affidano la loro quotidianità al telefono e ai social e si lasciano spiare da infidi robot domestici che sembrano dirigere le esistenze delle persone e che eseguono ogni ordine attraverso semplici comandi vocali.

Poi accade qualcosa e i fragilissimi equilibri di quella nuova esistenza solitaria si rompono. L’ombra della morte inizia a corrompere gli animi già provati dall’isolamento e dalla paura. Il sospetto diventa massimo e la voglia di scoprire cosa è successo va alle stelle.

Riccardo Bruni costruisce una storia semplice e tremendamente verosimile, in cui persone comuni si trovano a precipitare a corpo morto dentro ad un incubo. Niente di ciò che ci racconta appare manipolato o amplificato dall’esigenza di partorire una storia che spacchi. Perché ciò che ci racconta assomiglia enormemente alla vita vera. Ed è questo ciò che di più spaventoso si nasconde tra le pagine di questo noir.

Bruni ci mostra quanto labile sia il confine tra ciò che si definisce normalità e ciò che invece sconfina nella follia. Delinea senza sforzo i meccanismi che una persona può utilizzare per difendersi da ciò che può apparire inaffrontabile o immeritato. Ci mostra come un’esistenza che appare normale viri a volte verso territori sconosciuti e infidi. E racconta come lo spirito di conservazione a volte ci fa fare cose incredibili, dandoci una forza che mai avremmo creduto di possedere.

Chiusa nel buio è un romanzo che si attorciglia alla pelle e stringe nelle spire dell’ossessione. Una lettura che prende il lettore e non lo molla fino alla fine. Una scrittura semplice ma tremendamente efficace nel rendere l’idea del tormento interiore e della asfissia che si prova nel sentirsi in trappola.

Come in un romanzo di Hichkock-iana memoria, Bruni spinge sui tasti della psicologia per descrivere i tormenti dei suoi personaggi e porta all’apice la suspense. Alla fine, comunque, ciò che rimane al lettore è il timore e la consapevolezza di non potersi fidare di nessuno, in un mondo che rinuncia a essere palcoscenico della vita dei suoi personaggi, inaspettatamente soli a risolvere i propri guai, senza poter chieder aiuto a chi è ormai cieco e sordo, schiavo dei suoi demoni. Un mondo miope e indifferente, che abbandona i suoi abitanti a se stessi e alla schiavitù dei propri incubi personali.


L’autore

Scrittore e giornalista, ha collaborato con webzine, riviste, uffici stampa e agenzie. Ha scritto i romanzi ‘La lunga notte dell’Iguana’, ‘Il Leone e la Rosa’, ‘Nessun dolore’, ‘Zona d’ombra’, ‘La notte delle falene’ (candidato al Premio Strega nel 2016), ‘La stagione del biancospino’, ‘La promessa del buio’, ‘Una sera di foglie rosse’, ‘Di questo e altri mondi’ e la raccolta ‘Sette racconti’. I suoi romanzi sono stati tradotti in inglese, tedesco, spagnolo e lituano. Altre informazioni su http://www.riccardobruni.com.


  • Amazon Publishing
  • Genere: noir
  • Pagine: 269