LA TERZA VITA DI GRANGE COPELAND di Alice Walker


Non le avrebbe mai detto che la terra sulla quale lei posava i piedi, e che un giorno sarebbe stata sua, era stata comprata con sangue e lacrime. Non gliel’avrebbe mai detto perché lei avrebbe potuto credergli, e perché con Ruth aveva imparato una lezione inestimabile sull’odio: che l’odio si poteva insegnare solo ispirandolo.

Trama

Schiacciato dai debiti e mosso dal proprio carattere intemperante e autodistruttivo, il mezzadro di colore Grange Copeland lascia la moglie e il figlio Brownfield per cercare fortuna al Nord. Anni dopo, sconfitto per la seconda volta nella sua ricerca di una vita migliore, fa ritorno nella contea di Baker, in Georgia, solo per scoprire le terribili conseguenze degli errori del passato: ora Brownfield ha a sua volta una moglie e delle figlie, sulle quali sfoga brutalmente le frustrazioni dell’abbandono e della povertà. In un mondo in cui l’ingiustizia e il ciclo della violenza sembrano non avere mai fine, sarà il legame con la nipotina Ruth a restituire a Grange il rispetto di sé e a fargli riscoprire il valore dell’amore e della compassione.

Ispirato a un fatto realmente accaduto, La terza vita di Grange Copeland è il romanzo d’esordio di Alice Walker: una saga familiare commovente e senza tempo, che annuncia molti dei temi più cari all’autrice. Nell’idillio tra Grange e Ruth, nei loro dialoghi «filosofici» su Dio e sulla società, sulla bellezza e sulla libertà umana, il lettore riconoscerà un’eco delle indimenticabili pagine dedicate a Celie e Shug, le protagoniste del Colore viola.


Recensione

Quando Alice Walker scrive il suo primo romanzo molti dei temi che affronta in “La terza vita di Grange Copeland” sono ben lungi dall’essere risolti. Negli anni sessanta l’America vive ancora lo scempio della segregazione razziale, che nel sud è ancora più radicata, nonostante si assista sempre con più frequenza ai primi vagiti della contestazione che prenderà forza solo successivamente.

Questo per sottolineare che “La terza vita di Grange Copeland”  va necessariamente contestualizzato in un momento storico di enorme sofferenza per le persone di colore (e per le menti progressiste in genere), le quali, mentre pian piano prendono coscienza della loro situazione, sono tuttavia schiacciate a terra da secoli di sottomissione.

Questo romanzo è una lettura necessaria. Per comprendere la storia recente e anche per cogliere l’enorme forza dirompente e l’incredibile coraggio di questa storia.

Una storia tenuta insieme dall’odio, potentissimo collante. Oscuro movente di violenza e di abbrutimento. Causa ed effetto di una condizione di vita che cede il passo alla schiavitù, mutuandone le mosse e i fatti.

L’odio dei bianchi verso i neri e dei neri verso i bianchi. L’odio di chi ti tiene in pugno. Di chi ti schiaccia come un insetto. Di chi non ti vede e non sente il tuo grido di dolore.

L’odio annienta l’uomo che perde la sua connotazione principale: la dignità. L’odio scatena solo altro odio, che va a riversarsi sui propri simili, mettendo in scena una catena maligna e ininterrotta di violenza.

Grange Copeland vive in una situazione di perenne oppressione. Costretto la lavorare duramente per pochi spiccioli, a vivere in una baracca di lamiera, incendiata dal sole in estate e sferzata dal gelo in inverno, a sopravvivere a stento, lottando con la fame e gli stenti. La vita giorno dopo giorno gli toglie tutto e lo induce a sfogare la sua frustrazione sulla moglie e sul figlioletto Brownfield.

Nemmeno la fuga verso il Nord placherà l’odio di Grange. Anni dopo, quando tornerà a casa, avrà l’amara sorpresa di trovare il figlio stretto dentro la stessa spirale di odio e di rabbia.

La storia, come spesso accade, si ripete. Ma Grange troverà la forza di cambiare. Grazie alla vicinanza della nipotina Ruth, Grange diventerà un altro, ergendosi a scudo per la piccola Ruth.

“La terza vita di Grange Copeland è una storia di rinascita. Grange compie un piccolo miracolo arrivando a capire che l’odio e la violenza sono in fondo armi che gli sparano contro. L’amore, la comprensione, la vicinanza sono invece i mezzi che porteranno le persone di colore alla consapevolezza dei propri diritti.

Una prosa potente, che non teme di incrinare gli animi reazionari dell’America del tempo e che giunge fino a noi con la stessa forza e la stessa capacità di sorprendere di allora. Con lo stesso coraggio e la stessa determinazione.

Alice Walker spezza molte catene con le sue parole, forse ancor più che con la forza. Alice Walker urla il suo messaggio con efficacia e dipinge senza fatica un mondo buio, gretto, che sembra aver perso qualsiasi umanità. Con la voce graffiante di chi ha affrontato i demoni del pregiudizio, riesce a far ammutolire chiunque si accosti al suo libro, rappresentando ciò che di più abbietto possa esistere.

Un romanzo dirompente che instilla dolore senza risparmiare niente e che mostra al mondo gli effetti devastanti dell’odio, che abbrutisce l’uomo e lo trasforma in una bestia sanguinaria.

Eppure in fondo al tunnel si intravede una fiammella: è l’amore di Grange per Ruth. E’ la consapevolezza dei propri errori, che hanno assecondato i peggiori istinti del proprio carnefice. E’ la presa di coscienza che insieme si può lottare; che la propria voce, seppur debole, diventa un coro assordante se unita alla voce dei propri simili. E’ il poter credere che al mondo può esserci ancora un briciolo di amore.


L’autrice

Alice Walker è nata nel 1944 a Eatonton, in Georgia. Autrice di oltre trenta libri fra romanzi, racconti, saggi e raccolte di poesie, è nota anche per il suo impegno femminista e pacifista. In italiano sono già apparsi Non puoi tenere sottomessa una donna in gamba (Frassinelli), Il tempio del mio spirito, Possedere il segreto della gioia e Nella luce del sorriso di mio padre (Rizzoli), e Non restare muti (Nottetempo). Per SUR, dopo Il colore viola, sono di prossima pubblicazione anche i suoi primi due romanzi, La terza vita di Grange Copeland (1970) e Meridian (1976).


  • Casa Editrice: Sur Edizioni
  • Traduzione: Andreina Lombardi Bom
  • Data di uscita: marzo 2021
  • Genere: narrativa straniera
  • Pagine: 356