IL TAGLIO DELL’ANGELO di Claudio Coletta

Hai ragione”, disse Lorenzo divertito, “a volte l’apparenza delle cose confonde il giusto ordine di importanza. Succede anche a noi medici, corriamo dietro a un sintomo e perdiamo di vista la natura vera del male. E’ uno degli errori più gravi che possiamo commettere”.
Dire la stessa cosa di un investigatore, per esperienza”.
“Lo vedi che i nostri mestieri si assomigliano? L’ho sempre pensato, ed è per questo che chiamo te, quando ho bisogno di aiuto”.
“Allora la colpa è mia”, commentò Domenicucci con grande serietà, “che ti ho dato retta ancora una volta”.

Trama

Un medical thriller costruito alla perfezione, i cui protagonisti dovranno fare i conti con la propria coscienza, prima di poter affrontare la verità.

Una notte, il cadavere di un uomo viene ritrovato impiccato a una gru in un cantiere della metropolitana di Roma. Lorenzo Baroldi, primario di Medicina in un grande ospedale della capitale, non segue la cronaca, specialmente ora che la maggior parte del suo tempo è occupata dalla burocrazia e non ha neanche modo di seguire i suoi pazienti come vorrebbe. Nel reparto, poi, è appena capitato un caso che ha scosso la sua coscienza di medico, un ragazzo di colore morto all’improvviso in maniera sconcertante e inspiegabile. A questo strano evento Baroldi ne collega altri sentiti riportare dai suoi colleghi, episodi troppo simili tra loro per non avere qualcosa in comune, tutti decessi di giovani africani apparentemente in buona salute. Il dottor Baroldi vuole vederci chiaro, soprattutto quando emerge un collegamento fra queste morti misteriose e la recente scomparsa di un biologo. Ma non può farlo da solo e per questo chiama in aiuto un suo vecchio amico, l’ispettore di polizia Nario Domenicucci, lo stesso con cui in passato ha condiviso una pericolosa indagine al Policlinico, quando ancora era uno studente di Medicina. In questo nuovo romanzo pieno di tensione, Claudio Coletta affronta temi delicati e di grande attualità confermandosi un autore raffinato e capace di dar vita a meccanismi narrativi complessi, per un giallo d’ambientazione ospedaliera in cui la trama è soppesata con la cura e l’equilibrio di un classico.


Recensione

L’abbacinante ebrezza dei contrasti. Il bene e il male. Il lecito e l’illecito. Il giusto e l’errato.

Perdersi in questi labirinti, nel dilemma della scelta che incalza. Una decisione da prendere, una via da imboccare, giunti al bivio. Una opinione da esprimere, da affermare.  Ci capita spesso, vero?

Cosa comanda le nostre scelte quando le opzioni in gioco sono entrambe giuste, legittime, buone?

Il tema della scelta è al centro di questo libro. Ed è un medico che deve scegliere. Un uomo di scienza, che dovrebbe avere in pugno tutte le risposte giuste. Ma che invece decide di intraprendere la via più ardua, quella piena di insidie, quella pericolosa ma anche bellissima e affascinante della ricerca della verità.

Una richiesta che giunge dalla voce di chi siede ai margini del mondo, inutile essere umano, pedina di un gioco crudele. Un essere umano che non desta alcun interesse. Al contrario, suscita sdegno e rabbia e indifferenza.

Eppure Lorenzo Baroldi, un uomo che dalla vita ha avuto tutto, decide di scavare a fondo per scoprire i motivi di alcune morti. E si imbatte in un muro di gomma, in cui tuttavia inciderà una fenditura. Dalla quale esce la luce.

Il senso di umanità, di dovere verso la scienza medica, lo porterà a scoprire una verità scomoda e crudele, che ribadisce, se mai ce ne fosse bisogno, la forza di una casta nei confronti dei deboli. Di chi cerca disperatamente il suo posto nel mondo e che pur di averlo si mette in gioco, puntando la sua unica moneta su un solo numero. Sperando che esca. Sperando che la roulette della vita sia magnanima, che gli possa restituire quel briciolo di buona sorte di cui ha disperatamente bisogno. Una volta sola e poi più. Dopo continuerà da solo a lottare, per una vita migliore.

“Il taglio dell’angelo” già nel titolo allude alla imparzialità del destino. Allude al concetto di uguaglianza tra tutti gli uomini, che solo il destino, che è ingovernabile, governa. Senza favori, senza vantaggi per nessuno.

L’immagine che l’autore invoca nel romanzo è quella dell’Arcangelo Gabriele che sfodera la spada in cima alla tomba dell’Imperatore Adriano, simbolo del paganesimo. Un gesto che fece cessare l’epidemia di peste che imperversava a Roma, alla fine del sesto secolo. Un gesto che, proprio come la peste, che falcia ricchi e poveri, colpevoli e innocenti alla stessa maniera, è imparziale.

Il dilemma che il protagonista dovrà sciogliere, l’ennesima scelta da compiere, mina le fondamenta di questo assunto. Non esiste un uomo che possa contare sul taglio dell’angelo, sull’imparzialità del destino o sulla giustizia di un Dio che ci sovrasta e ci consola, ma tante pedine che il destino ha assegnato in luoghi diversi, dove splende il sole oppure imperversa l’uragano.

Esiste però un uomo che può denunciare questa disparità e lottare affinché le differenze si assottiglino sempre più. Una crociata stancate, pericola, spesso vana. Ma che restituisce la consapevolezza di vivere in un mondo ingiusto, in cui la legge del più forte miete da sempre vittime innocenti. Un mondo ingiusto che tuttavia possiamo provare a cambiare, denunciando, sfondando muri ostili, rinunciando alla nostra intoccabile comodità.

“Il taglio dell’angelo” è un thriller disseminato di personaggi positivi, di uomini e donne che mettono i loro principi avanti a tutto. Una lettura appassionante, che non teme di mettere a nudo verità scomode e che scandaglia il fenomeno dell’immigrazione clandestina con compassione e sentimento. Un libro ben scritto, che ci riconcilia con la nostra natura di essere umani fallaci ma pieni di buone intenzioni.

Claudio Coletta mette al servizio del lettore le sue competenze mediche e ci emoziona con il suo desiderio di raccontare le complessità dell’esistenza nelle sue infinite declinazioni. Il risultato è un ottimo thriller, dai ritmi incalzanti, in cui l’uomo si riappropria della sua umanità e la mette al servizio della verità.

Una lettura terapeutica, che qualifica la professione medica mettendola nella giusta luce: quella di chi predilige l’uomo alla malattia, il male e la sua natura al sintomo da curare.


L’autore

Claudio Coletta è cardiologo e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. È stato membro della giuria internazionale del Rome Film Fest nel 2007. I suoi romanzi precedenti, pubblicati tutti con Sellerio, sono Viale del Policlinico (Premio Azzeccagarbugli opera prima 2011), Amstel blues (2014), Il manoscritto di Dante (2016) e Prima della neve (2019).


  • Casa Editrice: Fazi Editore
  • Collana: DarkSide
  • Genere: thriller
  • pagine: 196