-significato, trama e perché leggerlo-
Una radiografia feroce delle relazioni e del desiderio nell’era dei social e dell’omologazione. Scopri trama, temi, pregi e perché leggerlo

Si pensa che le coppie che funzionano siano quelle basate sul reciproco rispetto, sul dialogo, su caratteri e sensibilità diverse che si incastrano come le tessere di un puzzle, e che i partner ideali siano quelli in grado di capirsi, di sostenersi, di valorizzarsi a vicenda. Tutte stronzate. Le coppie che funzionano, e durano nel tempo, sono quelle dove la combinazione di patologie diverse finisce per ingigantirle e crearne di nuove. Nessuno vuole qualcuno che lo aiuti a cambiare: cambiare se stessi costa troppa fatica. Si ricerca piuttosto qualcuno che ci confermi nei nostri lati peggiori, che legittimi i nostri difetti, sollevandoci con la sua presenza dal compito di cambiare.
I paradossi del nostro vivere.
Da quello che sembra un romanzo su una relazione tossica partono diramazioni inaspettate, narrazioni che niente hanno a vedere con i protagonisti ma che conducono il lettore verso gli acuminati paradossi del nostro vivere, in cui l’apparenza impera sull’essenza, e la realizzazione, la felicità intima sono deformate dalle visioni edonistiche e materialistiche di una società che aspira alla perfezione anche al costo di perdere autenticità.
Niente di nuovo dunque. Si e no, in verità. Si, perché delle aberrazioni delle nostre esistenze è piena la letteratura e perché tanto è grande e pregnante l’esempio, tanto altrettanto potente sono le narrazioni che ne discendono. No, perché in Estinzione di Francesco Mazza, edito La Nave di Teseo, la radiografia sociale è millimetrica, impietosa ma anche risibile, sarcastica, deridente. Persino umiliante per la specie umana, che Francesco Mazza tratteggia senza indulgenza, in un momento storico in cui la vita vissuta scende a patti con la finzione, soppesando senza troppo pensare la fatica e l’avvilimento di vivere realmente contro lo splendore fugace e illusorio di immaginarne gli esiti, simulando una vita immaginaria, un involucro luccicante che nasconde marcescenza e inconsistenza.
Tutto, in questo romanzo, è amara constatazione. Ma è anche geniale analisi, visione precisa, grottesca presa di coscienza del nostro modo di vivere, una deriva stupefacente e illusoria a cui l’essere umano tuttavia si abbandona, per spirito di emulazione e per lasciarsi abbracciare dalla confortevole coperta del conformismo, dell’accettazione sociale.
La scrittura velenosa e l’antidoto per l’autenticità.
Francesco Mazza si lancia in questa narrazione non nuova ma lo fa con rinnovato slancio, con assoluta freschezza, con una dose generosa di causticità. Sferzante, velenosa e persino vessatoria, la sua scrittura incide solchi profondi sull’epidermide del lettore, spargendovi il sale della consapevolezza, dell’ammissione, della colpa. Un dolore inflitto per educare, per correggere quell’inclinazione che ormai corrode il baricentro del nostro vivere. Tanta penosa presa di coscienza che si stempera nell’ironia, annacquando il desiderio di annullarsi nelle acque profonde dell’errore, rei delle nostre debolezze, del nostro bisogno di uniformarsi, della paura della solitudine, dell’assenza, dell’oblio.
L’utilizzo della prima persona rende la narrazione assolutamente autentica e meravigliosamente incisiva. Silvio è un uomo lucido, dotato di senso critico, perfettamente inserito nel suo tempo, del quale conosce ogni vizio, ogni punto debole. Sa che gli ordigni (gli smartphone, ndr) hanno ormai preso il sopravvento sull’uomo, che sono ormai i prolungamenti di una coscienza che latita, corruttibile e in effetti corrotta dalle istanze di una società che esige perfezione e bellezza. Sa che i social sono luoghi imperanti in cui nasce e vive il successo di una persona, ormai più simile alla realtà che non ad una vetrina. Eppure cade, vacilla quando scopre che la donna che frequenta, che egli stesso giudica frivola, superficiale, corrotta, lo tradisce. Nasce in lui un sentimento sconosciuto, un impeto irrefrenabile che mescola desiderio e dolore. Un vortice che muta ogni sua volontà, che lo spinge verso azioni irrazionali e che tuttavia acuisce ancora di più la sua visione critica e irriverente della realtà. Un vortice che annienta la sua volontà e che gli fa fare cose che mai avrebbe accettato e che eppure accetta, avvinto da una arrendevolezza contro la quale non può nulla. Vede il marcio e lo attraversa. Sente l’ipocrisia e l’inganno ma non può fare a meno di includerlo in una vita che ormai ha preso una deriva ingovernabile.
E nel parossismo degli eventi, abbrancato dalle spire del paradosso, Silvio china il capo e sceglie quello che per lui è il male minore. La relazione con Alisia, che ormai si decompone nei miasmi della menzogna e della finzione giunge ad una svolta inattesa. E le vite di Silvio e di Alisa ne saranno investite, giungendo ai margini dell’assurdo.
L’euristica del quieto vivere: critica e soluzioni.
Estinzione di Francesco Mazza è un romanzo che sorprende per la sua carica dirompente. Per l’analisi sociale che induce, per la critica severa del nostro modo di vivere. Per la lucidità con cui tratteggia gli errori cognitivi in cui cadiamo ogni giorno e con cui esacerba gli inganni, le trappole in cui scegliamo di cadere, alla ricerca di una improbabile ed ambigua zona di confort.
L’ironia tiene saldamente in mano le impalcature di questo romanzo che si fa leggere senza sforzo e che ci condanna inesorabilmente senza rancore, come un nemico intelligente e scaltro che ci inganna con eleganza. L’estinzione della razza umana non è mai un monito ma un paradossale invito. Solo un’uscita di scena può risolvere l’aberrante tendenza alla finzione, all’immaginario, all’effimero. Che Mazza sembra suggerire, attingendo anche a paradossi scientifici dei quali probabilmente conosciamo solo la scorza e non l’essenza.
Che l’umanità stia percorrendo una china pericolosa non si può negare. E che una sollecitazione verso l’autenticità e l’accettazione della nostra meravigliosa imperfezione sia necessaria, neanche. Questa lettura è necessaria. Spaventosa, stordente. Che fa gaslighting con garbo, redendolo simile all’esercizio di una virtù salvifica. Perché con ironia, leggerezza e sprezzo ci mostra dove potremmo andare se non tirassimo il freno a mano. Rallentando, imponendoci una sosta. Dove ammirare quel panorama che spesso non siamo più in grado di intercettare se non con una fotocamera.
Perchè leggere Estinzione di Francesco Mazza
- Radiografia del presente — Il romanzo decostruisce i rapporti umani nell’era digitale con una lente cruda e intelligente, dove amore e ossessione si intrecciano al desiderio di visibilità.
- Riflessione originale sul desiderio — Attraverso la parabola di Silvio, Mazza esplora come l’omologazione e la noia possano essere interpretate come una forma sottile di “estinzione” del desiderio.
- Stile narrativo avvincente — La scrittura precisa e feroce unisce introspezione psicologica e critica sociale, creando un’esperienza di lettura profonda e stimolante.
A chi è consigliato questo libro
- Amanti della narrativa contemporanea densa, che cercano più di una trama: una riflessione che arriva agli strati più profondi della nostra esperienza emotiva e sociale.
- Lettrici e lettori curiosi di temi digitali e sociologici, interessati a capire come i social e l’algoritmo influenzino desideri e identità reali.
- Chi apprezza i romanzi di introspezione psicologica, dove il conflitto interiore e la tensione narrativa si intrecciano a questioni universali.
Il romanzo
Il protagonista di questo libro, Silvio, è sterile ma la sua compagna, Alisia, è incinta. Il figlio è di un altro, e lui lo sa. Eppure tace: il silenzio è l’unico modo per continuare ad averla. Da quel momento, il tradimento diventa ossessione, l’amore si rovescia in malattia: Silvio diventa preda di una misteriosa e oscura forza, fatta di attrazione e dipendenza. Piacere e dolore, in lui, diventano un tutt’uno.
Intorno, il mondo pare condividere la stessa deriva: uffici dove si recita il lavoro senza produrre nulla, città scintillanti ma infelici, social network che trasformano ogni ambizione in farsa. Alisia incarna questo tempo: vuole diventare influencer, ed è disposta a tutto pur di riuscirci, mentre Silvio, nel tentativo di sfuggire alla sua paradossale “lussuria del dolore”, sprofonda in una spirale di relazioni sessuali, sogni grotteschi, incontri con scambisti e sex therapist.
Il paradosso di Fermi, scoperto una notte davanti a un documentario, diventa per Silvio la chiave per interpretare quello che vede intorno a sé: se le civiltà extraterrestri sono scomparse forse non è stato un cataclisma a distruggerle, ma la noia, l’omologazione, la fine del desiderio. E se anche la nostra estinzione fosse già iniziata e, anzi, tutti l’avessimo in tasca?
Con la precisione di un entomologo e la ferocia del narratore, Francesco Mazza compone un romanzo che è nello stesso tempo confessione intima e radiografia sociale. Una storia che interroga le relazioni, il desiderio, il senso stesso della vita umana in un’epoca in cui l’uomo appare ormai superfluo.
L’autore
Francesco Mazza è nato a Milano. Da anni lavora in TV e sul web come autore e interprete di video e cortometraggi satirici. Nel 2021 ha pubblicato il memoir Il veleno nella coda, definito dal critico Giovanni Pacchiano “la coscienza di Zeno dei nostri giorni”. Estinzione è il suo primo romanzo.