IL LIBRO DELLE DUE VIE di Jodi Picoult

Il problema, con la morte, è che tutti ne abbiamo paura, e siamo devastati quando arriva, ma facciamo di tutto per fingere che nessuna delle due cose sia vera.

Trama

Tutto cambia nel giro di pochi secondi per Dawn Edelstein. La donna si trova su un aereo quando l’assistente di volo fa un annuncio: «Prepararsi per un atterraggio di fortuna». I pensieri cominciano ad attraversarle la mente. Ma non riguardano suo marito, bensì un uomo che non vede da quindici anni: Wyatt Armstrong. Dawn sopravvive miracolosamente allo schianto. Nella sua vita non manca nulla: ad aspettarla a Boston ci sono il marito Brian, la loro amata figlia e il suo lavoro di doula di fine vita, che consiste nell’aiutare i suoi clienti ad alleviare la transizione tra la vita e la morte. Ma da qualche parte in Egitto c’è Wyatt Armstrong, che lavora come archeologo portando alla luce antichi luoghi di sepoltura: una carriera che Dawn è stata costretta ad abbandonare. E ora che il destino le offre una seconda possibilità, non è così sicura della scelta che ha fatto. Dopo l’atterraggio di emergenza, potrebbe prendere un’altra strada: tornare al sito archeologico che ha lasciato anni fa, ritrovare Wyatt e la loro storia irrisolta, e forse anche completare la sua ricerca sul Libro delle Due Vie, la prima mappa dell’aldilà. I due possibili scenari per Dawn si svelano l’uno al fianco dell’altro, così come i segreti e i dubbi a lungo sepolti insieme a loro. È il momento di affrontare le domande che non si è mai veramente posta: cos’è una vita vissuta bene? Quando abbandoniamo questa terra, cosa ci lasciamo dietro? Facciamo delle scelte… o sono le nostre scelte a fare noi? E chi saresti, se non fossi diventata la persona che sei adesso?

Delineando una storia avvolgente in cui si respira il fascino misterioso dell’Egitto mentre ci si lascia catturare da una sottile esplorazione della psicologia femminile, Jodi Picoult torna in grande stile: Il Libro delle Due Vie è un commovente romanzo sull’amore e sulla morte, ma soprattutto sulle scelte che cambiano per sempre le nostre vite.


Recensione

La morte abbraccia questo romanzo con mani misericordiose, senza fare paura. La morte, questa spaventosa verità che aleggia sulla vita ma che scacciamo dai nostri pensieri come una nube tossica. La morte, che brucia sulla pelle, di cui vorremmo parlare, di cui vorremmo sapere, ma che evitiamo, perché è un pensiero troppo doloroso, troppo enorme, troppo ingombrante. La morte che fa parte della vita, che è l’attesa, la fine, l’epilogo che vorremmo dolce, pietoso, come un sonno riparatore.

Jodi Picoult riesce nell’impresa impossibile di addolcire la morte, spogliandola dello spavento e dell’orrore che l’accompagna. Ne sa qualcosa Dawn, che è una doula di fine vita. Dawn vive dentro l’allure della morte, aggira i suoi tentacoli e accompagna i moribondi verso le sue sponde, oltre le quali tutto ciò che conosciamo finisce. Una professione che non ha scelto, ma che si trovata cucita addosso quasi per caso.

Dawn in realtà è una egittologa mancata. Ha vissuto in Egitto da specializzanda, abbacinata dalle linee dei geroglifici, stordita dalla storia di questo enigmatico popolo, che mistifica la morte con l’idea del ritorno, che preserva i cadaveri con ossessiva dovizia, che adora divinità che indugiano in una terra di mezzo tra l’essere mortale e il divino. E si è imbattuta nel libro delle due vie, una sorta di mappa per l’aldilà, che Dawn sogna di decifrare.

Ma il destino la riporta anzitempo a casa, dalla madre morente. E le fa abbandonare un amore appena nato, che appare travolgente e indissolubile. L’amore per Wyatt, che tuttavia sbiadisce a poco a poco, proprio mentre un altro uomo, Brian, si fa strada nel cuore di Dawn.

Dawn sceglie la strada che la porta verso quest’ultimo. Ma arriva presto il momento in cui Dawn si chiede come sarebbe stata la sua vita se fosse rimasta in Egitto con  Wyatt.

Tutto il romanzo è permeato da una coraggiosa poetica che riveste la morte di una patina dolce e morbida. L’autrice è incisiva nell’affrontare un tema così complicato e determinata a spogliare la morte dal suo lato lugubre e raccapricciante. Esorcizza i nostri sentimenti sulla fine e ci fa fare pace con l’idea di dover lasciare per sempre la vita, prima o poi. Accetta il testamento che la fine ci lascia e la necessità di accomiatarsi da ciò che abbiamo lasciato incompiuto.  Amplifica la curiosità che da sempre circonda la morte nella speranza di tacitarne il timore. Un lavoro complesso ma svolto con maestria, illuminante e potente.

Tutto ruota sulle scelte che facciamo, che aprono porte e ne chiudono altre, sigillandole per sempre.

C’è la Dawn che  è rimasta a Boston e vive tra il suo lavoro di doula di fine vita e il suo matrimonio in crisi. E c’è la Dawn che ritorna in Egitto, a riprendersi Wyatt.

Il nucleo del romanzo diventa, dunque, la riconciliazione necessaria tra le due vite di Dawn e, in senso più ampio, l’indispensabile commiato che ognuno di noi deve esprimere verso il proprio passato.

Un romanzo molto profondo, che spinge con efficacia sui tasti della nostra emotività. Sul rimpianto, che non sarà amaro ma che si addolcirà nel ricordo, così individuale e insopprimibile. Sul rimorso, di non aver detto, non aver fatto e con il quale è necessario arrivare a patti. Sulla verità, che a volte si nasconde dietro schermi scuri e impenetrabili. Sull’amore, che continua a vivere anche quando è finito, attraverso la memoria. Un romanzo che ci sprona a fare pace con l’ineluttibilità del destino, che non è solo sordo o cieco, ma a volte è anche lungimirante, altruista, onnisciente, anche quando appare incomprensibile e cattivo.

Un libro che spinge questi tasti, scritto con grande sensibilità, a sondare un terreno fragile e insidioso, ma che l’autrice percorre con leggiadria, profondità e intelligenza. Un terreno fertile, che divide con lo studio della storia di un popolo antico e affascinante, le loro credenze, le loro abitudini e i loro insondabili misteri. Un libro sulle vie che il destino prende per intrattenerci in questa circo chiamato vita, elettrizzante, crudele, mistificatore ma sempre meraviglioso e senza repliche, al quale rendere grazie, comunque e nonostante tutto.


L’autrice

Jodi Picoult è  autrice di numerosi bestseller. Il Libro delle Due Vie è il suo ultimo romanzo: uno dei migliori libri dell’anno per «Marie Claire», in corso di traduzione in diciotto paesi, primo in classifica negli Stati Uniti, è un clamoroso successo.

  • Casa Editrice: Fazi Editore
  • Collana: Le strade
  • Traduzione: Luciana Corradini Caspani
  • Genere: narrativa straniera

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