MELISSA, UNA STORIA D’AMORE di Renato Gadaleta

Ascoltai il silenzio del suo respiro. Si era addormentata. Era davvero bella. E io ero senza fiato. Avrei voluto che un angelo ci fotografasse in quell’istante fissando quella preziosa immagine di noi due per sempre

Trama

Renato e Melissa. Un amore vissuto appieno ma destinato a vivere il tempo di una estate. Renato vive in un paese lontano dal tempo, nel Sud dell’Italia. Gli amici, “pochi ma buoni”, la complicità con nonna Angela, i lavoretti per arrotondare il bilancio familiare, la pesca ai granchi, rappresentano il suo universo. A questa sua vita, però, manca l’amore. Manca Melissa! Una fanciulla bellissima che incontra in una notte strana e particolare, una notte durante la quale i granchi si sono rifugiati nelle loro tane. Un amore intenso e pulito. Ma Melissa non è quello che dice di essere. È qualcosa di altro, di diverso, di inconciliabile con Renato e il suo mondo…

Recensione

Il titolo già ci dice cosa dobbiamo aspettarci da questo romanzo. Eppure, in un certo senso, il titolo stesso, non coglie pienamente quello che “Melissa, una storia d’amore” è.

Ai miei occhi, occhi non abituati a leggere rosa, bensì ben più orientati al nero, questo romanzo è una favola moderna in piena regola. In questa veste, sempre per me, il libro, un discreto mattoncino di oltre 500 pagine, acquista maggiore spessore. E appare al lettore al meglio, con una veste tenue, ovattata e romantica. Pronto per essere letto e assaporato.

Quando l’autore mi scrisse, tempo fa, non avrei accettato questa collaborazione se già nella sinossi non vi avessi travisato tutti gli elementi di una moderna novella. Perché il rosa non è esattamente il genere in cui mi trovi maggiormente a mio agio.

Renato Gadaleta possiede il dono del candore. E ha, a mio parere, anche un’ottima memoria, perché in questo romanzo rivedo molte delle abitudini proprie della gioventù di qualche lustro fa e che comunque sento vicinissima, come esperienza, per averla vissuta in prima persona. Tempi in cui la tecnologia non ci aiutava (ma neanche ci corrompeva, in un certo senso).

Tempi in cui d’estate si lavorava e di autunno si tornava sui banchi di scuola.

Tempi in cui sognare non era un lusso, ma una necessità, dettata dal bisogno di evadere, con la mente ma in certi casi anche fisicamente, da una realtà angusta e avara, seppure serena e accettata come normale.

Tempi, e qui finisco, in cui non era difficile credere in un miracolo.

Il protagonista, Renato, è il nostro eroe. Non è un principe, ma un ragazzo povero, le cui virtù, tuttavia, lo elevano al di sopra della massa.

Orfano, vive con la nonna in un paesino del sud Italia. Studia con profitto, ha sani principi, dà una mano al menage domestico, che intuiamo molto modesto. Pochi selezionati amici e un animo candido e ingenuo, perché a diciassette anni si è ancora acerbi, ancora disposti a credere che la vita è bellezza da saper cogliere al volo, ancora in cerca del nostro posto nel mondo.

Il lavoro in piscina come bagnino, l’amicizia di Ely, l’affetto della nonna. Questa è la vita di Renato. Finché non arriva Melissa. Né il mistero che l’avvolge, né la sua sconvolgente bellezza, né le circostanze assai insolite in cui la ragazza piomba nella vita di Renato, faranno mai vacillare la convinzione di star vivendo una comune, seppur meravigliosa storia d’amore. Eppure, il lettore attento subirà, ad un certo punto, il pungolo del sospetto. Chi è Melissa, veramente?

Non posso dire di più. Quando la consapevolezza avrà scosso Renato dai suoi sogni,  questa bella e pura favola moderna ripiegherà per un finale non troppo convenzionale. Ma il lettore avrà comunque il suo lieto fine, che sarà costruito mediante sentimenti maturi e forti quali l’accettazione, la crescita interiore e il ricordo.

Nel mezzo di tutto ciò troviamo la vita di un adolescente che non posso evitare, come già ho detto all’inizio, di ambientare in un recentissimo passato. E se questo non fosse la volontà dell’autore, allora posso suggerirgli di approfondire i pensieri e le dinamiche della gioventù di oggi, che, per più di un motivo, sento lontanissima dal piccolo mondo di Renato e di Melissa. Lontana perché più inquieta, più complessa nelle relazioni con il mondo degli adulti e anche più immatura, per certi versi.

Le vicende narrate sono dolci, belle, pure. Un mondo intero, intenso, pieno di vita. Speranze, passioni, sentimenti animano le giornate dei personaggi. Che ho finito anche per invidiare un po’.

Renato Gadaleta conduce le fila della trama con maestria. Sa costruire la storia che ci racconta con coerenza, addentrandosi nei pensieri degli adolescenti protagonisti con delicatezza e senso del vero. Peraltro il parallelismo tra il nome dell’autore e quello del protagonista fa sospettare che il romanzo sia, almeno in parte, autobiografico.

Sicuramente una buona prova per lui, che confeziona un romance dolcissimo che ha diversi punti in comune con il genere fantasy.

Insomma un plauso ai due Renato di questo libro. Al Renato che l’ha scritta, per la storia costruita con garbo e al Renato che l’ha interpretata per l’esempio di genuinità e di rettitudine che propone al lettore.

L’autore

Renato Gadaleta è nato a Bari nel 1958 ed è docente di scienze motorie e sportive, perfezionato in Bioetica all’Università degli Studi di Bari e allenatore giovanile di Pallavolo.

E’ anche istruttore Cintura Nera 3° Dan di Karate, oltre che esperto nuotatore e appassionato di subacquea.

Nel 2005 ha pubblicato “W il mare” – Manuale pratico per la sicurezza in mare e in spiaggia edito dalla WIP Edizioni Bari.

  • Editore: NeP Edizioni
  • Genere: Romance
  • pagine: 504

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