INTERMEZZO di Sally Rooney


Dopotutto la vita non si è liberata dalla rete che la avviluppava. La vita non può liberarsene: è la vita stessa a essere la rete, a tenere al loro posto le persone, a dar senso alle cose. Non è possibile districarsi dalle costrizioni e condurre semplicemente un’esistenza priva di senso. Sono le persone, le altre persone, a renderlo impossibile. Ma senza le altre persone non ci sarebbe vita. Giudizio, biasimo, delusione, conflitto: sono questi i mezzi attraverso cui le persone restano legate fra loro. A causa dei suoi amici, del suo ex marito, dei suoi famigliari, colleghi, concittadini, lei non è del tutto libera di vivere quella vita spontanea e priva di vincoli che aveva immaginato. Ma d’altro canto, a causa di Ivan, a causa di quel che c’è tra loro, non è neanche del tutto libera di tornare alla sua esistenza precedente. Le richieste delle altre persone non svaniscono; si moltiplicano e basta. Sempre piú complesso, sempre piú difficile. Che è un altro modo, pensa, di dire più vita, sempre più vita.


Quando una trama non serve. Basta una storia.

6 gennaio 2025

La prima lettura conclusa nel 2025 sembra voler aprire un nuovo affaccio sulla mia vita di lettrice. E soprattutto sul mio concetto di libro che funziona. Intermezzo in effetti scardina l’ortodossia del romanzo. Forse in modo inconsapevole, dato che l’impressione che ho avuto è che Sally Rooney sia esclusivamente concentrata sulle dinamiche interiori e sociali della sua generazione. La sensazione che si ha leggendo Rooney è che la sua penna si lasci trascinare dalle correnti impetuose di pensiero dei suoi protagonisti. Persone che vivono il loro tempo senza clamore, chiuse in esistenze ordinarie, afflitte da problemi comuni a molti di noi. Nessun eroe, nessuna vittima, nessun carnefice. Solo vita, quella che quotidianamente accade, che travolge le nostre esistenze con la spinta dell’ordinarietà.

Rooney intrappola il lettore dentro alle sue pagine, perché la sua incredibile sapienza, la sua dote più grande è il potere di rendere straordinaria una vita ordinaria. Con la sua capacità di penetrare l’anima dei personaggi, il suo scandagliarne moti interiori, pensieri, paure, insicurezze, desideri. Seguire le curve della vita, prendere le giuste direzioni, scegliere, decidere. Comprendere l’enorme portata di un gesto, di una frase. Aprirsi alle infinite possibilità che una sola vita può dare, apprenderne i segreti e le meraviglie che ci aspettano dietro l’angolo. Soluzioni che esistono solo se ci accolliamo il rischio di affrontarle, accettandone gli imprevedibili esiti. Capire che non importa cosa, importa come. Una consapevolezza, questa, che sembra accendere improvvisamente la vita dei protagonisti di Intermezzo, mostrando loro come appianare asperità e conflitti.

Il romanzo è incentrato sulla vita di due fratelli colti da un recente lutto, la morte del padre. Un lutto che irrompe nelle loro vite disgregandole e allontanandoli l’un l’altro, acuendo quelle differenze tra loro che sono sempre state incontrovertibili: brillante Peter, schivo e introverso Ivan. Peter, un trentenne di successo, benvoluto da tutti. Ivan ventiduenne, campione di scacchi, un piccolo genio incompreso.

Le loro vite, dopo la morte del padre, sono avviluppate intorno a degli amori problematici. Amori incantevoli e appaganti, che tuttavia sembrano essere al tempo stesso un banco di prova. Un ostacolo che allontana la felicità, che sia Peter che Ivan sembrano doversi meritare a patto di enormi sacrifici. Amori assoluti, piccoli dittatori dispotici che esigono un olocausto per poter esistere.

Il modo con il quale Peter e Ivan affrontano la loro vita è il nucleo della storia, come lo è la morale che il lettore trae dalla lettura: non arrendersi davanti al miraggio della felicità; aprirsi agli altri e cercare il compromesso, accettare la realtà senza nascondersi e saper chiudere con il passato.

Tutto, in questo romanzo, rimanda al tema del confronto. Quello tra i fratelli, tra le esigenze della loro diversa età ed esperienza. E quello tra le età della vita. Peter ha una relazione incerta e instabile con una ragazza molto più giovane, Naomi, che vive di espedienti e che è l’emblema della provvisorietà. Ivan ha una relazione con una donna più grande, Margaret, il cui matrimonio si è sgretolando. Una donna avvinta da un senso di inadeguatezza verso l’amore, che è anche quello che schiaccia Sylvia, la fidanzata storica di Peter, che non riesce più a sentirsi capace di far fronte, fisicamente ed emotivamente, alle esigenze di un rapporto amoroso stabile.

Un confronto che rimanda agli schemi tattici degli scacchi, dove ad una azione corrisponde una reazione. Ma tra esseri umani strategia e tattiche naufragano facilmente, perché il terreno in cui si muovono le relazione umane è instabile, insidioso, pieno di trabocchetti e di sabbie mobili. Serve saper vedere lontano, mettendosi sempre in discussione.

Intermezzo fa riferimento alla parentesi temporale di una perdita. Una mancanza che scardina ogni equilibrio, che fa cercare nuove aperture, nuovi sbocchi in cui sfogare frustrazione e dolore. Un dolore che allontana e che, dopo, ha bisogno di una via diversa per ricongiungere affetti e relazioni. Niente di nuovo, in verità. Solo vita, esperienza, sopravvivenza. Una storia che si affida alla simmetria, alla lungimiranza, alla necessità di mettersi nei panni degli altri per poter ricucire, riassemblare ciò che si rompe.

Sally Rooney accoglie le istanze dei suoi personaggi e riesce sempre a toccarli nel profondo, a farli portatori di una felicità che viene ricercata solo attraverso una presa di coscienza. Rooney è portavoce delle loro solitudini, della separatezza che ognuno di loro prova nei confronti del mondo e del modo con cui improvvisamente si risolvono ad aprirsi e a venirne a capo. In questo l’incontro sessuale è l’apice della loro compenetrazione. E’ il luogo e il tempo in cui le difese cadono e in cui la vulnerabilità di ognuno si sfalda. Una sorta di ring in cui combattere contro le loro rigidità.

Rooney viene spesso etichettata come la voce della sua generazione. Trovo che sia vero. Rooney si fa portavoce delle insicurezze della generazione di mezzo, cresciuta al ritmo vertiginoso del cambiamento, della trasfigurazione dei rapporti personali: non più solo improntati sulla fisicità ma anche e soprattutto sulla connessione dei sensi, sulla percezione delle vibrazioni, sulla molteplicità e sulla complessità dei desideri. La volontà di essere compresi e comprensibili, di essere accolti e accoglienti, mentre tutto cambia e il mondo si trasfigura, muta dall’essere all’essere visto, percepito, fotografato.

Una lettura che ho trovato illuminante, in cui è stato davvero facile rivedermi. Vedermi spezzata i due, e con me tutti gli altri. Scissa tra ciò che voglio e ciò che vogliono gli altri. Dissociata tra desideri e aspettative. Rooney mi ha spinto a scrollare le spalle e seguire la voce potente dell’istinto, che non sbaglia mai. Davvero il modo più giusto di aprire un nuovo anno.


Il romanzo

A parte il fatto di essere fratelli, Peter e Ivan Koubek sembrano avere poco in comune. Peter è un avvocato di Dublino sui trent’anni – affermato, abile e apparentemente irreprensibile. Ma, ora che gli è morto il padre, prende farmaci per dormire e si barcamena con fatica fra due relazioni con donne molto diverse: il primo, imperituro amore, Sylvia, e Naomi, una studentessa universitaria per cui la vita è un’unica lunga barzelletta. Ivan è un campione di scacchi ventiduenne. Si è sempre considerato uno sfigato, un paria, l’antitesi del suo disinvolto fratello maggiore. Ora, nelle prime settimane dopo la perdita del padre, incontra Margaret, una donna piú grande che esce da un passato turbolento, e rapidamente e intensamente le loro vite si intrecciano. Per i due fratelli in lutto, e per le persone da loro amate, si apre un interludio, un periodo di desiderio, disperazione e nuove prospettive – l’opportunità di scoprire quante cose un’unica vita possa contenere senza per questo andare in pezzi.


L’autrice

© Gary Doak / Alamy

Sally Rooney è nata nel 1991 in Irlanda, dove vive. Scrive sulle piú importanti testate letterarie e dirige la rivista «The Stinging Fly». Per Einaudi ha pubblicato Parlarne tra amici (2018 e 2019), vincitore del Sunday Times / PFD Young Writer Award 2017, un successo tradotto in venti lingue e Persone normali (2019 e 2020), selezionato per il Man Booker Prize, e vincitore del Costa Novel Award 2018, da cui sono state tratte le serie tv portate dalla Bbc sugli schermi di tutto il mondo. Sempre per Einaudi, ha pubblicato Dove sei, mondo bello (2022 e 2023) e Intermezzo (2024).


  • Casa Editrice: Einaudi Editore (supercoralli)
  • Pagine: 432
  • Prezzo: E 22,00

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Pubblicato da laurasalvadori

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2 pensieri riguardo “INTERMEZZO di Sally Rooney

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