
Arriva un momento in cui uno sportello con la cerniera difettosa o una macchia, un pomello sbilenco, diventa una cosa brutta, quasi una minaccia, una crepa da cui potrebbe cominciare il crollo inesorabile, il principio dell’entropia. E invece uno sportello ben fatto, di un bel legno o meglio ancora un materiale sostenibile, magari composto da particelle di plastica trovate nell’oceano, con un’apertura scorrevole, funzionale, pulito, pulitissimo, ogni volta che lo apri ti sussurra: sei una bella persona, una brava persona, è tutto sotto controllo, ma tua vita è comoda, luminosa, areata con ampia zona giorno e cucina abitabile.
Emma, quando il futuro, inaspettatamente, è adesso.
10 novembre 2024
Un romanzo travolgente. Un fiume in piena che corre roboante verso il mare, impetuoso come la vita incompiuta e irrisolta di Emma. Che scorre nello spazio angusto e veloce di una sola giornata. I pensieri, si sa, vanno alla velocità della luce e Emma ha di che pensare, ora che la sua vita è ad un passo dalla concretezza.
Una cosa che spaventa. Mentre la provvisorietà, quel tanto di irrisolto e indefinito, è davvero confortante. Puoi ripensarci, cambiare, dire che scherzavi. Tirare un frego e rifare tutto da capo. Senza senso di colpa.
Ma quando può durare questo limbo?
Si può davvero cincischiare in una comoda terra di mezzo mentre tutto il mondo decide, compie, costruisce e consolida? Che va avanti lasciandoti indietro?
Carolina Bandinelli ci regala un racconto che nasce e cresce sull’onda dei ricordi di una vita. Ieri a Firenze, o nei campeggi vintage della costa, dentro sonnolente e capricciose estati. Oggi a Londra e tutto ha trovato la giusta collocazione: il lavoro, la casa dei sogni, l’amore.
Eppure mai come adesso Emma si interroga e mette tutto in discussione.
Perché, in fondo, non c’è niente di più destabilizzante della stabilità. Del ritrovarsi adulta. Di dover rispondere alle aspettative degli altri, così intransigenti e spietati.
Una donna ha tanto da spiegare e da giustificare al mondo. O peggio ancora, alle amiche, che non vede da un po’. La questione della maternità, ad esempio.
Un’esperienza di lettura insolita e travolgente. Un romanzo che non si molla, che si fa ascoltare, che non ha capitoli ma è un tutt’uno. Un coacervo di pensieri, una cascata che travolge, a tratti esilarante ma sempre profonda e portatrice di spunti per vivere in consapevolezza quell’età complicata e ingrata in cui si è troppo giovani per essere vecchi e troppo maturi per essere giovani.
Una voce che prende fiato solo per sopravvivere, tanto ha da dire e da raccontare. Un racconto che ci appartiene e in cui è facile ritrovarsi. Se si è donne alla prese con l’intransigenza del tempo che passa e che detta legge su ciò che andrebbe fatto o detto.
Come fuggire a questo out out? Forse si può…
Di certo si può condividere un malessere generazionale, con consapevolezza e ironia, senza per forza dover essere le più brave!
Il romanzo
Una donna, la sua storia, le sue esperienze, il presente a cui è approdata. Un esordio eclettico, pieno di ironia e pensiero sul mondo.
Emma ha trentasei anni e vive a Londra da dodici, una mattina si sorprende adulta: ha un gatto stabile, un compagno stabile, un lavoro stabile in un’università prestigiosa. Sta addirittura per comprare casa. Quello che per anni ha chiamato “futuro” adesso è presente. Cos’è che l’ha portata in quel preciso punto della vita? Da cos’è composta la sua identità? Intorno a questo interrogativo, in una giornata qualunque, si raccolgono le esperienze che hanno segnato la sua storia: dalla famiglia al rapporto con gli uomini e il sesso, dalla relazione con le altre donne alla questione, irrisolvibile, della maternità. Emma sa di essere cambiata eppure rimangono i dubbi su questa crescita, questa evoluzione.
Carolina Bandinelli ci porta con sé in una galoppata generazionale che parla di expat e di desideri, di contagi e conforti, di femminismo e consapevolezze, del non sentirsi mai all’altezza, del non poter essere – nonostante tutto – le più brave.
L’autrice
È Associate Professor in Media and Creative Industries all’Università di Warwick. Da più di dieci anni contribuisce al dibattito culturale, in Italia e all’estero, con interventi su lavoro creativo, desiderio e media digitali. La sua ricerca è apparsa su testate internazionali tra cui Bbc, New York Times, El País. Nel 2024 ha pubblicato Le postromantiche: sui nuovi modi di amare (Laterza), un saggio personale sulla cultura dell’amore e del sesso.
- Casa Editrice: Nutrimenti
- Pagine: 160 pagine
- prezzo: E 17,00
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