
Quando partì l’attacco ci eravamo appena coricati. Non faceva nessuna differenza. A quei tempi la morte non aveva importanza, nei primi giorni arrivavo a invocarla: l’annichilimento, la distruzione grazie alla quale avrei fatto a meno di alzarmi, di vestirmi, di seguire la scia della lampadina di lei fino al lato opposto del Common, come il fanalino posteriore di un’automobile che si allontana a passo d’uomo. A volte mi sono chiesto se, in fin dei conti, l’eternità non sia che l’infinito prolungamento del momento della morte, e questo era il momento che io avrei scelto, che ancora sceglierei se lei fosse viva, il momento della fiducia assoluta e dell’assoluto piacere, il momento in cui era impossibile litigare perché era impossibile pensare.
Lui, lei e l’Altro: il triangolo con quattro lati.
28 febbraio 2024
Non c’è solo da scavare sul come e il perché chi ama ancora voglia girare intorno alla fine di un amore. C’è la grandezza e la luce accecante di un autore cult, che fece della sua vita un romanzo. Cattolico per convenienza e poi per scelta consapevole, i suoi amori tumultuosi, i bombardamenti, le droghe, le contestazioni, i dissidi, l’essere sempre fuori dalle righe. E, paradossalmente, essere etichettato come lo scrittore cattolico, un epiteto che abbracciò un uomo che visse pericolosamente e spesso in modo contraddittorio.
Fine di un amore è un romanzo con uno schema narrativo importante. E con personaggi altrettanto complessi. Il tormentato ed affascinante Bendrix, un uomo corroso dalla gelosia nonostante abbia il ruolo dell’amante nel triangolo amoroso che Greene concepisce. Un senso del possesso corrosivo, percorso come una corrente elettrica dall’odio verso Sarah, giovane, affascinante, per certi versi misteriosa per come gestisce il suo adulterio, senza sensi di colpa, quasi con leggerezza. Un odio che in realtà è solo amore disperato. E’ nostalgia velenosa, è ribellione e rifiuto di un dolore che Bendrix pensa non debba appartenergli. Chiamarlo odio è un modo per giustificare l’ossessione, per assolvere se stesso da una circostanza moralmente inaccettabile. E Henry, l’opaco marito, scialbo uomo di stato preso da questioni che appaiono inique e che lo allontanano dai bisogni della moglie.
La prima parte del romanzo è l’inizio della relazione tra Bendrix e Sarah. Mentre Londra risuona degli allarmi antiaerei e la morte sembra nascondersi dietro ogni angolo richiamando a sé ogni sentimento di urgenza e di provvisorietà, Bendrix e Sarah si amano perdutamente, in modo impudico, esplicito e scandaloso. L’amore fiorisce nella morte che impera e poi finisce, in modo brusco e inspiegabile.
Due anni dopo, finita la guerra, Bendrix incontra nuovamente Henry e la passione per Sarah si riaccende. Una miccia pronta ad esplodere, che non si fa specie di utilizzare ogni mezzo per indagare, spiare, sapere. L’odio torna a celare malamente una passione mai finita. La necessità di sapere, di speculare sull’amata non conosce limiti per Bendrix, che assolda un investigatore che pedini Sarah e che possa scoprire se ha una amante e chi è.
Poi la voce narrante cambia. Non più Bendrix ma Sarah, che parla attraverso il suo diario e che narra del suo incontro con la Fede. Un incontro fortuito, che nasce da un voto e che riporta la mente del lettore al voto di Lucia Mondella, anch’essa per certi versi perduta e salvata da un Dio ingombrante, pretenzioso e poco incline all’indulgenza.
E infine Bendrix, che si trova suo malgrado a confrontarsi con Dio, il suo grande concorrente, colui che ha preso Sarah con l’inganno. Bendrix, che diventa il conforto, la spalla di Henry, quando Sarah uscirà di scena.
Il romanzo è l’epopea di una donna adultera che cerca la Fede per sfuggire la morte e che poi la insegue con ostinazione e rabbia. Ed è la parabola emotiva di un uomo vittima dell’adulterio, che crede di manovrare le redini di un amore e che invece ne rimane schiacciato.
Dio li guarda dall’altro, beffandosi dei loro tormenti. Quello di Sarah, che vive rammaricandosi di non riuscire a credere e quello di Bendrix, corroso dai tormenti di un amore che gli si rivolta contro.
Una lettura ingombrante ed evocativa, che descrive la guerra come la più efficace e spietata cassa di risonanza delle emozioni umane. L’amplificatore perfetto e crudele degli aneliti degli animi sensibili, bisognosi di un riparo e di un conforto che mitighi le loro insicurezze e curi i loro più innominabili desideri. Un romanzo che imita i grandi classici del passato e che di questi mutua le passioni e le storture, quelle che distolgono l’uomo dalla chiarezza, dalla rettitudine, dalla virtù. La Fede è la cura efficace e psichedelica delle passioni indegne, sembra volerci dire Graham. Ciò che risana e riabilita quello che l’uomo corrompe. Ma rimare comunque il più grande mistero che l’Uomo conosca, quello a cui affidarsi ma anche quello che ti soffoca.
Il romanzo
Sarah Miles e Maurice Bendrix sono stati amanti durante la guerra. Il loro è un amore clandestino, rabbioso, quasi feroce. Una passione così assoluta che perfino i terribili bombardamenti tedeschi su Londra sembravano solo un sottofondo rumoroso. Il marito di lei, Henry, alto funzionario, non aveva mai dato segno di sospettare. Poi, Sarah aveva troncato di netto la relazione, improvvisamente e senza nessuna spiegazione.
Dopo quasi due anni, finita la guerra, un incontro casuale tra Bendrix e Henry Miles riaccende la gelosia dell’ex amante: Bendrix non crede che Sarah sia semplicemente tornata dal marito; «l’odio, il sospetto e l’invidia», mai realmente sopiti, lo spingono ad assoldare un investigatore privato che pedini Sarah alla ricerca di un «terzo uomo».
Ma che cosa ha capito Bendrix, che di mestiere scrive romanzi, ricordando il passato amore e inseguendo, attraverso i resoconti del detective, il presente di Sarah? Che cosa ha capito della «fine di una storia»? Il diario di Sarah svela un’altra verità. Non è solo l’ossessione, a volte selvaggia e spietata, di Bendrix che ha distorto la sua versione dei fatti. È anche che la storia di Sarah ha intrapreso una strada incommensurabile dove si incontra l’assurdo della fede, come desiderio di non essere soli nel deserto. Pubblicato nel 1951, Fine di una storia – da Greene definito il suo «Great Sex Novel» – è un romanzo lancinante, il resoconto di un amore carnale, immenso, crudele, in cui, per via dell’enormità della guerra, irrompe il divino. Ma è un divino diviso, tragicamente incerto, rischioso. Alla fine di questa storia, al di là dello scandalo e delle censure, resta – ha scritto Scott Spencer nella sua introduzione – la «convinzione che anche nelle circostanze più squallide ci sia qualcosa che non si vede, qualcosa che resiste e nobilita».
L’autore
Di Graham Greene (1904-1991), scrittore, giornalista, autore di reportage di viaggio, ma anche agente segreto di Sua Maestà Britannica, Sellerio ha già pubblicato Il console onorario (2019), Il treno per Istanbul (2019), Il fattore umano (2020), Una pistola in vendita (2020), Il terzo uomo (2021), In viaggio con la zia (2022), Un Mondo tutto mio. Diario dei sogni (2022), Brighton Rock (2023), Fine di una storia (2024) e sono in via di pubblicazione, tra gli altri: I commedianti, Il nocciolo della questione, L’americano tranquillo.
- Casa Editrice: Sellerio
- Pagine: 365
- Prezzo: E 16,00
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