LA CANZONE DI ACHILLE di Madeline Miller

Eravamo come dei all’alba del mondo e la nostra felicità era così abbagliante che non potevamo vedere altro che noi.

“La canzone di Achille” è un romanzo meraviglioso, che ha mi completamente stregato. Un romanzo che narra la storia di un amore.

Mai un amore è stato così puro, splendente  e assoluto come quello tra Achille e Patroclo. Achille, un semidio, bellissimo, fulgido di giovinezza e di audacia, l’”ariston  achaion” invincibile, il guerriero più forte della sua generazione.  Una macchina da guerra, un predestinato.

Patroclo è l’esatto contrario. Goffo, inadatto alla guerra. Dolce e sensibile.  Un uomo, ancorato inesorabilmente alla sua natura umana, destinato ad essere quasi dimenticato dalla storia.

L’amore tra i due è estasi e delirio. E’ corrente inarrestabile, è elettricità. E’ un legame incorruttibile che travalica la morte. E’ un destino scritto con il sangue che sa di avere il tempo contato. E’ parte di un disegno di morte, eppure è pieno di scintillante vita, di gioia, di appagamento. 

E’ un amore perfetto e profondo, che niente può temere, nemmeno la morte. 

Sullo sfondo ritroviamo l’Iliade in tutta la sua bellezza. Il ratto di Elena, la guerra contro Troia, gli anni interminabili di scontri inconcludenti. Achille che combatte ed è invincibile. Achille che si ritira dalla battaglia e manda Patroclo a morire. Achille e la sua vendetta. Achille e la morte, bramata, cercata e ottenuta. 

Un romanzo intriso di poesia. Una rilettura meravigliosa dell’Iliade, a suo modo fedele al disegno originale.

E se già l’Iliade ci ha fatto sognare, dentro e fuori dai banchi di scuola, con “La canzone di Achille” tornerà a noi più fulgida che mai, a ricordarci gli eterni versi di Omero e la sua costruzione perfetta, dove la morte gioca un ruolo da protagonista. Una morte annunciata che si crede di poter ingannare ma che si riprende i suoi onori con l’astuzia. Una morte che diventa desiderio profondo, di pace e di difesa dal dolore dell’abbandono.

Per chi crede che l’amore sia un effimero inganno, prescrivo questa lettura, come una medicina per una piaga che tarda a guarire. L’amore è forse solo una possibilità, ma è quella più bella e più appagante per l’uomo. L’amore non ha colore, né genere. Non ha neanche un nome. L’amore non si fa. L’amore si coglie, come un fiore, con mani intatte e pure. Un fiore che si fa vedere solo da chi ne è degno.

TRAMA ➡️ Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

  • Editore: Feltrinelli
  • Genere: narrativa straniera
  • Traduzione: M. Curtoni e M. Paolini
  • Pagine: 383

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