GLI SCOMPARSI di Alessia Tripaldi

Ho finito di leggere questo bel thriller ieri. Un romanzo che mi ha sinceramente entusiasmato.

Sarà che in “Scomparsi” non troviamo il detective onnisciente a cui ci hanno abituato. C’è, al contrario, una commissaria in difficoltà che ricorre a collaborazioni non istituzionali per risolvere un caso di omicidio.

Sarà che il protagonista non è un uomo tutto muscoli ed azione ma, al contrario, è un uomo preda delle sue ossessioni e con un cognome scomodo.

Sarà che non assisteremo ad una indagine di polizia, ma ad uno studio psicologico che fonda i suoi principi sugli insegnamenti di Jung e non solo.

Marco Lombroso è un uomo in fuga. La sua è un’evasione da sestesso. Dai suoi pensieri che sono diventati ossessione. Marco è da sempre attirato dal male, del quale un tempo ha preteso di conoscere le origini. Come il suo trisavolo, Cesare Lombroso, ha cercato di classificare il male e suoi artefici per poterne carpire i segreti.

Lombroso è però un cognome impegnativo e scomodo da portare, specialmente per un aspirante criminologo. Cesare è infatti famoso per aver classificato i criminali in base al loro aspetto esteriore. Misure, colori, forme sono stati, per Cesare, i vari discrimanti per riconoscere un assassino da un ladro e un borseggiatore da uno stupratore. Una teoria stravagante che l’ha condannato come pazzo e visionario.

Marco ha scoperto da piccolo i famosi Atlanti in cui il trisavolo appuntava le sue teorie. Completamente abbacinato dagli scritti del suo scomodo antenato, ha elaborato una sua teoria e scritto il suo Atlante del crimine personale. In un recente passato Marco ha vissuto solo per quell’Atlante, rifugiandosi in esso, estraniandosi dalla realtà, vivendo ogni istante solo per scrivere i suoi febbrili appunti. Appunti che in alcune occasioni gli hanno permesso di fare luce su crimini che parevano irrisolvibili.

Fino al punto di rottura, che ha significato per Marco abbandonare la facoltà di criminologia e un amore nascente per Lucia, compagna di studi, divenuta poi Commissario di Polizia.

Lucia però giunge nuovamente nella sua vita e pretende di sconvolgerla, trascinandolo daccapo nella giostra frenetica, abbacinante e meravigliosa di una indagine per omicidio. Marco dovrà allora cedere alla tentazione di gettarsi a capofitto nella ricerca del colpevole. E sarà disarmante, astuto, attento ad ogni piccolo particolare. Intuitivo, empatico, fuori dalle righe, vincente in tutto. Ma anche castrato dalla cattiva fama del suo cognome, che lo relegherà ai margini, a lottare contro il pregiudizio e la malafede.

Il talento di Marco Lombroso è pari solo a quello della sua creatrice. Sbalorditivo Marco, con le sue intuizioni e la suaenorme conoscenza dei moventi psicologici del crimine. Superlativa Alessia Tripaldi, a costruire una trama così inusuale, così potente, così piena di rimandi alla psicologia, curiosa, profonda, che sa come attirare l’attenzione del lettore e farla sua, fino alla fine.

Gli scomparsi non è solo un thriller. E’ un manuale di istruzioni. E’ un’antologia del crimine. E’ un romanzo sul male e le sue fonti. Una lettura che diventa quasi un saggio, che illumina il lettore con suadenti ed affascinanti teorie. Vi si celebra l’innegabile natura umana del criminale, che cessa di essere un’aberrazione e diventa invece degno di compassione. Un uomo con le sue pulsioni, che vale la pena cercare di salvare. 

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, che, a parer mio, stravolge le frontiere del romanzo thriller. Non più la ricerca ad ogni costo di un colpevole da punire, ma bensì uno studio sui motivi che portano un uomo a commettere azioni contro un suo simile.

Lunga vita, allora, a Marco Lombroso! Mi auguro con tutto il cuore di incontrarlo di nuovo, in un prossimo futuro! C’è davvero bisogno di un personaggio così, che riporti l’uomo in una dimensione più consona alla sua natura.

TRAMA ➡️ Un cadavere mutilato emerge da un tumulo di sterpaglie. Un ragazzo scalzo e magro dice di chiamarsi Leone e che quello è il corpo di suo padre, con cui ha sempre vissuto nei boschi. Quale segreto si nasconde tra le montagne impenetrabili del Centro Italia? La risposta spetta al commissario Lucia Pacinotti. “Un’altra sigaretta e poi vado” è la frase che ripete tra sé mentre è appostata in macchina cercando il coraggio di bussare alla porta del suo vecchio compagno di università, Marco Lombroso. Nonostante la frattura improvvisa che li ha separati anni prima, lui è l’unico che può aiutarla a dipanare il mistero del “ragazzo dei boschi”. Ciò che Lucia non sa è che bussando a quella porta costringerà Marco a riaprire anche il vecchio baule ereditato dal suo avo, Cesare Lombroso. Tra le pagine dell’Atlante dei criminali, nei pattern che collegano i crimini più efferati della Storia, si cela la verità, ma per trovarla è necessario addentrarsi nei fitti boschi delle montagne e in quelli ancora più intricati dell’ossessione per il male.

  • Casa Editrice: Rizzoli
  • Genere: thriller
  • Edizione: 2020
  • Pagine: 398

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...